L’Ungheria si smarca dall’ideologia energetica UE e ottiene le forniture necessarie

Il premier magiaro Viktor Orbán si è recato a Mosca la scorsa settimana per conferire con Putin di energia e relazioni internazionali. Ha infatti nuovamente proposto Budapest come sede del futuro vertici di pace fra USA e Russia a proposito dell’Ucraina. Il capo del Cremlino non ha escluso tale eventualità.

Primo passo: Washington

Il primo passo del pellegrinaggio energetico di Orbán si era svolto a Washington a inizio novembre. Budapest aveva infatti bisogno di un’esenzione dalle sanzioni americane alle compagnie petrolifere russe. Trump si è mostrato molto comprensivo verso le difficoltà economiche che avrebbe incontrato l’Ungheria, così ha concesso a Orbán quanto chiedeva, considerato inoltre che si tratta forse del suo miglior alleato nel consesso dell’Unione Europea.

Secondo passo: Mosca

A Mosca, il primo ministro ungherese ha consolidato i progetti energetici per il prossimo anno, che terranno il Paese ancora a galla grazie agli idrocarburi russi che sono certamente più economici di quelli che ora sono costretti ad acquistare gli altri Stati membri della UE. Il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha accusato di Bruxelles di miopia rispetto al futuro del continente, o peggio ancora di rigidità ideologica nel volersi incaponire rispetto a certe fonti o a certi fornitori rispetto ad altri. Cioè la Commissione spinge per fare tutto il contrario di una razionale e conveniente diversificazione delle sorgenti energetiche. Fonte: https://strumentipolitici.it/lungheria-impone-la-sua-sovranita-nelle-scelte-energetiche-rispetto-alla-ue/