Lo scandalo di corruzione che sta scuotendo il governo ucraino ha toccato il vertice più alto della piramide del potere. Si tratta di Andriy Yermak, capo dello staff presidenziale, considerato da molti il n.2 di Zelensky con influenza pari alla sua o addirittura superiore.
Le indagini proseguono
La scoperta del meccanismo di corruzione chiamato “la barriera” non ha fermato le indagini, che anzi ora si concentrano sul capo dell’ufficio presidenziale. La sua casa è stata perquisita, pur non essendo formalmente sotto accusa. Ma a livello di immagine è bastato per convincerlo a dare le dimissioni. Zelensky ha già dichiarato che cercherà al più presto il suo sostituto, ma secondo alcuni Yermak rimarrà di fatto come “burattinaio nell’ombra”.
Influenza enorme
Yermak ha infatti accumulato così tanto potere e così tanta influenza che è impossibile sostituirlo in un istante. Il suo non era un semplice incaricato, ma di fatto costituiva una co-gestione delle funzioni presidenziali. A dirlo non sono gli oppositori di Zelensky, ma i media mainstream occidentali. Lo dice il britannico Economist e lo ribadisce l’americano Washington Post, mentre a Kiev chiamano Yermak il “cardinale verde” per la mise simil-militare che ha sempre addosso, anche nelle visite all’estero. Fonte: https://strumentipolitici.it/si-dimette-il-%e2%84%962-di-zelensky-il-potente-e-discusso-capo-dellufficio-presidenziale-yermak/
