
Casoria – La caduta di una dinastia. Il flop di Rossella Casillo accende la resa dei conti nella maggioranza di Raffaele bene e si temono gli sgambetti a livello regionale. Il malessere interno non nasce solo dai numeri non di poco conto, ma dalla gestione verticistica e solitaria di Tommaso Casillo e dei sui vassalli. Casillo è stato accusato di ignorare i territori, di non ascoltare i gruppi locali, di affidarsi a pochi fedelissimi quali Tignola, lo stesso sindaco, Faraone, Casolaro, Capano e una ridda di imprenditori, assessori e consiglieri comunali che, dopo aver “cacciato” il partito democratico dalla maggioranza Bene, pensavano di fare il colpaccio. Nelle stanze ovattate del comune di Casoria, le parole pesano come pietre. E dopo l’ultima tornata elettorale alle regionali, l’aria pare sia diventata elettrica. Il flop di Rossella Casillo, candidato simbolico ma mai davvero sostenuto fino in fondo, ha fatto saltare gli equilibri precari in una maggioranza cittadina che, sotto la superficie compatta, vive una crisi profonda. E soprattutto, mette in discussione — forse per la prima volta nella storia di Casoria in modo sistematico — la leadership del patron di Soresa. Il risultato è stato amarissimo: numeri che hanno bruciato più delle sconfitte precedenti. Gli errori, agli occhi dei politici più critici, sono stati molti. Il primo, quello più evidente, è stato il tono e la conduzione della campagna elettorale con toni trionfalistici accompagnata addirittura da De Luca. Rossella Casillo, figlia del Presidente di Soresa, è stata “scaricata” nei fatti da chi l’aveva candidata e dai tanti cittadini casoriani stufi. Ecco perché la vera partita si sposta ora in regione, dove giocoforza ci sarà un riposizionamento e rimescolamento di sottogoverni e partecipate. Ma non sarà una passeggiata.
