Il piano della Commissione Europea di prelevare i patrimoni russi congelati dalle casse dell’Euroclear è ancora sul tavolo. Al primo giro è stato cassato proprio dal Belgio, sede dell’istituto finanziario. Ora la von der Leyen sta cercando in tutti i modi di rassicurarne il primo ministro in vista del vertice decisivo di dicembre. Ma Euroclear dice ancora no.
Potrebbe portarli in tribunale
Euroclear è un istituto finanziario relativamente sconosciuto al grande pubblico e il cui nome oggi è sempre più riportato dai media. Evidentemente pure il cancelliere tedesco Merz lo conosceva poco, visto che non si è premurato di telefonare alla sua direttrice Valerie Urbain al momento di lanciare la proposta sui beni russi. Ora però la Urbain non ci sta e non esclude di adire vie legali qualora la UE decida di confiscare quei fondi. Sarebbe un atto contrario al diritto internazionale che mettere Euroclear in guai seri.
Le rimostranze del Belgio
Euroclear ha sede in Belgio. E anche il premier belga Bart De Wever è riluttante ad acconsentire a questa operazione. C’è infatti un trattato bilaterale sugli investimenti tra il suo Paese e la Russia e lui non intende violarlo. Sarebbe un atto che esporrebbe Bruxelles a rappresaglie pesanti e ne rovinerebbe la reputazione di luogo sicuro per gli investimenti internazionali.
Se ne parlerà a dicembre
La prossima riunione del Consiglio Europeo si terrà il 18 e 19 dicembre è sarà determinante per capire se la Commissione Europea e i governi filo-ucraini vorranno andare fino in fondo, rischiando il tutto per tutto. Oppure saranno fermati dal buon senso o dai voti negativi degli Stati membri contrari all’iniziativa. Il problema per la von der Leyen sta anche nel fatto che potrebbe essere già tardi per confiscare i beni. Sarebbero infatti materialmente disponibili solo dopo qualche tempo, comunque troppo tardi per le esigenze dell’Ucraina. Fonte: https://strumentipolitici.it/euroclear-non-escluda-denuncia-contro-la-ue-se-bruxelles-mette-le-mani-sui-fondi-russi-congelati/
