Valute virtuali, il recente calo deve far scattare l’allarme?

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Il mese di novembre si sta confermando particolarmente negativo per il settore delle criptovalute. Gli investitori hanno visto la regina delle valute virtuali, il Bitcoin, stimolare al di sotto dei 100mila dollari. La pressione al ribasso è finita oppure no?

Cosa succede alle valute virtuali

bitcoinNegli ultimi giorni abbiamo assistito ad un calo deciso del prezzo di Bitcoin e compagnia, mentre i mercati azionari tradizionali e le principali materie prime, come oro e argento, hanno invece mantenuto un andamento robusto. Il lingotto ad esempio è tornato oltre 4.000 dollari per oncia, grazie soprattutto agli acquisti da parte delle banche centrali, e diversi analisti ritengono che stia partendo un nuovo impulso rialzista (JP Morgan vede l’oro a 50mila dollari).

Quali sono le pressioni che stanno incidendo sulle valute virtuali e hanno spinto gli investitori a vendere questo tipo di asset? Sono diversi fattori e di natura non omogenea. Ad esempio, gli strascichi sull’economia statunitense dovuti al lungo shutdown che è appena terminato. Le stime parlano di un impatto tra 1,2% e 1,5% sul prodotto interno lordo del quarto trimestre. Con l’aumentare dell’incertezza, gli investitori si sono orientati verso la sicurezza, mettendo sotto pressione gli asset ad alto beta come Bitcoin.

A innescare l’inversione di tendenza sono state anche le dichiarazioni del presidente Trump sull’intenzione di introdurre tariffe del 100% sulle importazioni di software critici dalla Cina.

I dubbi sulla FED

L’elemento però che più di tutti sta incidendo sull’andamento ribassista delle valute virtuali è però la prospettiva di politica monetaria della Fed. Fino a poche giorni fa si dava per certo un taglio dei tassi di interesse a dicembre, ma l’assenza di report macro aggiornati potrebbe spingere la Banca centrale a prendersi una pausa e rinviare i prossimi tagli al 2026. La probabilità di un mantenimento dei tassi a dicembre è oggi al 56,4%, mentre un mese fa gli operatori assegnavano addirittura un 94% di probabilità a un taglio. Tassi di interesse più bassi spingono gli asset più rischiosi, mentre decisioni di tipo opposto li rendono meno attraenti.

Bitcoin in buona compagnia

Lo scenario negativo attorno alle valute virtuali ha colpito principalmente Bitcoin. Dopo sei mesi consecutivi di chiusura oltre la soglia dei 100.000 dollari, al momento novembre terminerebbe al di sotto. Durante questo mese il bilancio di Bitcoin segna -12% (per dati aggiornati si faccia riferimento agli opzioni binarie broker no ESMA). È andata peggio anche ad un’altra Big delle valute virtuali, ossia Ethereum che perde quasi il 20%.