Sabato 22 novembre nelle sale della Fondazione Luciana Matalon di Milano viene messa in scena la pièce teatrale “Onironautica 3” in doppia rappresentazione (ore 16 e 18). Atto conclusivo della trilogia firmata da Nello Taietti e dedicata al rapporto tra sogno, arte e inconscio, viaggio mistico e visionario in cui teatro, danza e musica si fondono in un unico linguaggio poetico,
Curato dalla storica dell’arte e critica Vera Agosti e realizzato con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano, il progetto multidisciplinare Onironautica 3 nella sua versione scenica si svolge all’interno di uno spazio immersivo, circondato da tredici opere dell’artista e calligrafa giapponese Sisyu, presenze silenziose che accompagnano lo spettatore in un viaggio interiore tra materia e spirito.
Nello Taietti concepisce il teatro come un varco tra il visibile e l’invisibile, un terreno di esplorazione dell’inconscio dove il sogno si fa corpo e gesto.
La pièce si sviluppa in tre giornate simboliche, un percorso esistenziale e spirituale che attraversa la crisi dell’essere contemporaneo fino al risveglio. L’uso della danza butoh, affidata al ballerino Luan Machado, introduce una componente mistica e alchemica: i corpi, dipinti di bianco, si muovono in lente metamorfosi, evocando la tensione tra vita e morte, desiderio e dissoluzione.
Insieme a lui in scena anche la ballerina Natsu Funabashi, l’artista di body painting Guido Daniele e la modella Valeria Chen.
La voce narrante di Daniele Crasti e la musica – da Ryuichi Sakamoto a Wagner, da Puccini a Ciprian Costin – accompagnano il fluire delle immagini sceniche come un contrappunto emotivo, creando un paesaggio sonoro sospeso tra oriente e occidente, sacro e profano.
In Onironautica 3 il sogno non è più solo personale, ma diventa linguaggio mitico, strumento di conoscenza universale. Taietti supera l’indagine psicologica per spingersi verso una dimensione cosmica e archetipica. Il divino, qui, non è un’entità unica, ma una molteplicità di presenze: spiriti, figure, simboli che dialogano con l’essere umano attraverso l’immaginazione.
Il teatro si trasforma così in un rito di riconciliazione, dove il pubblico è invitato non a osservare ma a partecipare: a entrare nel sogno per riconoscervi la propria parte invisibile. Taietti recupera una visione del mondo in cui tutto è relazione, tutto è presenza. Il gesto teatrale diventa allora un atto sacro per intensità poetica. la verità è ricercata con tormento, si tratta di una ricerca sentita ma impossibile.
Come scrive la curatrice Vera Agosti, “Taietti cammina su un crinale fragile e vertiginoso tra la vita e la morte”. Ed è proprio su questo crinale che nasce il suo teatro: un linguaggio dell’anima, una drammaturgia del sogno che invita lo spettatore a riscoprire la propria luce interiore.
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte 67, Milano
22 novembre 2025
ore 16:00 e ore 18:00
In scena
Daniele Crasti – voce narrante
Natsu Funabashi – ballerina
Luan Machado – ballerino
Guido Daniele – artista di body painting
Valeria Chen – modella
Biglietti per gli spettacoli
€10 incluso catalogo
