Si stanno svolgendo a Kiev le trattative del governo con il Fondo Monetario Internazionale. Le premesse non sono affatto buone. Già la scorsa settimana non sono riusciti a raggiungere un accordo di ristrutturazione del debito coi detentori degli warrant sul PIL. E oggi le voci che escono da tali negoziati a porte chiuse parlano di un FMI che non crede alla capacità dell’Ucraina di restituire i debiti.
Le misure del governo
Le misure che negli ultimi tempi il governo ucraino ha preso per stimolare positivamente la società e l’economia non soddisfanno affatto i rappresentanti dell’ente internazionale. Quest’ultimo chiede invece riforme per permettano di raccogliere denaro e di dare impulsi all’economia nel modo voluto. Serve la sostenibilità esterna del debito sul medio termine, ma su tutto pende la costante minaccia della corruzione. Su questo fronte Zelensky va indietro anziché avanti e l’FMI non può perdonare questo aspetto.
Accordo saltato
L’offerta presentata da Kiev per accontentare i creditori degli warrant è stata giudicata insufficiente da questi ultimi. Già lo scorso maggio l’Ucraina non aveva pagato loro una tranche dovuta che ammontava a 600 milioni di dollari. Oggi il peggioramento della situazione militare danneggia anche le probabilità di rispondere ai requisiti di maturazione dei benefici su quelle obbligazioni. In altre parole, diminuisce la fiducia, elemento essenziale degli investimenti dall’estero.
Urgenza
L’urgenza di Zelensky è di ottenere quei prestiti entro la fine dell’anno o al massimo a gennaio. Manca poco e anche quel poco viene consumato dai rimandi sulle decisioni finali. Ad esempio si aspetta dicembre per definire quello che Bruxelles non ha potuto determinare a ottobre, e cioè se dare a Kiev i soldi derivanti dai fondi russi congelati. Ma proprio questa decisione è considerata importante dall’FMI per valutare l’opportunità di concedere altre centinaia di milioni all’Ucraina per continuare ad esistere come Stato funzionante. Fonte: https://strumentipolitici.it/lfmi-non-e-convinta-della-solvibilita-di-kiev-niente-riforme-niente-prestiti/
