Nei giorni scorsi si è riunita la Banca centrale del Messico, che ha deciso di tagliare il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 7,25%. Si tratta del costo del denaro più basso da maggio 2022. L’esito della riunione di novembre è stato quello che si aspettava il mercato.
Cosa ha deciso la banca centrale
La decisione di Banxico è stata presa con un voto di 4 a 1, ma la dichiarazione di accompagnamento è stata più equilibrata di quanto alcuni temevano, con un’apertura a tagli graduali.
La banca centrale messicana infatti ha sottolineato che potrebbe ulteriormente tagliare il tasso di interesse nelle riunioni future, perché è preoccupata delle tensioni commerciali globali e dell’indebolimento dell’attività economica nel paese (I dati interni hanno evidenziato che la fiducia dei consumatori che è scesa a 46,1 a ottobre e il PMI manifatturiero S&P Global è rimasto in zona contrazione).
Dati e previsioni sull’inflazione
L’ultimo dato sul tasso di inflazione core, che esclude i prezzi dell’energia e degli alimenti freschi, si è attestato al 4,28%, il più alto dall’aprile 2024. L’inflazione annua è scesa al 3,57% nell’ottobre 2025 dal 3,76% di settembre, segnando la prima decelerazione in tre mesi e arrivando sostanzialmente in linea con le stime degli analisti del 3,56%.
Nelle previsioni aggiornate pubblicate giovedì, Banxico ha mantenuto la sua stima per l’inflazione core annuale di fine anno al 4,2% nel quarto trimestre, prevedendo che l’inflazione complessiva convergerà verso l’obiettivo del 3% entro il terzo trimestre del 2026.
Il mercato come ha reagito
Dopo la riunione della Banca centrale messicana, il peso messicano ha guadagnato un po’ di terreno rispetto a dollaro, malgrado il taglio del tasso di interesse riduca il vantaggio in termini di rendimento reale del Messico rispetto agli USA (per dati aggiornati si vedano i broker opzioni binarie Italia). Il cambio USDMXN è rimbalzato dai massimi di otto settimane, sfruttando soprattutto la debolezza del dollaro USA a causa del prolungato shutdown del governo degli Stati Uniti e delle preoccupazioni per un raffreddamento più brusco del mercato del lavoro.
