L’incantevole contesto veneziano della Fondazione Peggy Guggenheim ha accolto al suo interno un’esposizione d’eccellenza specialissima, che è allestita in loco dall’11 ottobre 2025 al 2 marzo 2026 dal titolo “Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana”. Si tratta della prima personale mai realizzata in ambito museale dedicata ai capolavori in ceramica del geniale maestro Fontana tra gli artisti in assoluto più innovativi e anche volutamente anticonformisti e irriverenti del XX secolo. Questa mostra, decisamente inedita e sui generis, mette in risalto una parte di produzione meno nota e conosciuta, ma altrettanto fondamentale e nevralgica nella ricerca sperimentale di questo immenso genio immortale, ovvero il suo lavoro con la ceramica iniziato in Argentina negli anni ’20 e proseguito poi per tutta la vita. Sono presenti circa 70 opere di originale eclettica visionarietà, che danno importanza alla dimensione dell’esimio artista non soltanto nella concezione di precursore e pioniere del concetto di spazialismo e di arte concettuale, ma anche di figura profondamente legata alla materia e al potenziale tattile e tangibile, espressivo e comunicativo della creta. Attraverso il percorso espositivo veneziano emerge alla perfezione l’estro talentuoso impeccabile, connesso e radicato nella fisicità e corporalità morbida, duttile e malleabile dell’argilla plasmata e forgiata con abilità sapiente e perfezione sopraffina. Su questa scia il giovane artista Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it), sempre molto partecipe in merito a mostre e iniziative artistico-culturali di rilievo, ha risposto ad alcune domande attinenti e pertinenti rivolte da Elena Gollini.
D: Un tuo commento su questa grandiosa mostra veneziana celebrativa di Lucio Fontana e della sua pregiata arte ceramica.
R: La mostra veneziana dedicata a Lucio Fontana rappresenta un evento di grande rilevanza, che celebra non solo il suo rivoluzionario contributo all’arte moderna attraverso i suoi celebri tagli e buchi che trasmettono profondità all’opera, ma anche per la sua raffinata produzione ceramica. È affascinante scoprire come Fontana abbia saputo coniugare la sperimentazione formale con l’uso di materiali tradizionali come la ceramica, elevandoli a livello di espressione artistica innovativa. La mostra offre un’occasione unica per apprezzare il suo percorso creativo e la capacità di dialogare tra arte moderna e artigianato di alta qualità, affermando il suo ruolo di artista eclettico e visionario, e per apprezzare queste opere che fanno parte della collezione Peggy Guggenheim.
D: In generale, un tuo pensiero riflessivo sull’arte ceramica e sulla sua valenza formale e sostanziale di antica tradizione, che nel tempo si è rinnovata restando sempre attuale e fungendo da filo conduttore tra passato e presente.
R: L’arte ceramica, da sempre, è un simbolo di testimonianza per quanto riguarda il nostro passato di patrimonio culturale che si è tramandato nel tempo, adattandosi alle evoluzioni estetiche e sociali. La sua presenza artistica si manifesta attraverso una vasta gamma di tecniche, decorazioni e stili, che riflettono le identità culturali di diverse epoche e territori. Dal punto di vista del contenuto, la ceramica va oltre il suo aspetto funzionale per l’uso quotidiano, assumendo un ruolo di espressione artistica e simbolica, comunicando valori, credenze e identità collettive. Nel corso dei secoli, l’arte ceramica ha saputo adattarsi alle diverse epoche riuscendo a mantenere intatta la sua essenza e diventando un linguaggio visivo universale. La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti stilistici senza perdere di vista le radici storiche permette di creare un ponte tra passato e presente, rendendo questa forma d’arte sempre attuale e significativa. Ho avuto modo di poter avere questa esperienza artistica quando studiavo all’Artistico, che mi ha permesso di imparare che con la pratica e la pazienza si può raggiungere qualsiasi risultato voluto.
D: Un tuo commento sull’illustre Museo Internazionale della Ceramica (MIC) situato a Faenza, che racchiude la più grande produzione di arte ceramica al mondo, con oltre 60mila capolavori conservati e custoditi al suo interno (che vanno dal 4000 a.C. fino ai giorni nostri).
R: Il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza rappresenta uno dei patrimoni culturali più ricchi e affascinanti nel panorama mondiale per questa tipologia di forma artistica. Con una collezione che supera i 60.000 capolavori, il MIC offre un viaggio straordinario attraverso i secoli, mostrando l’evoluzione delle tecniche, degli stili e delle funzioni della ceramica. La sua ampia raccolta testimonia l’importanza di Faenza come centro storico di eccellenza in questo settore, contribuendo a mantenere viva la tradizione e l’innovazione nel campo dell’arte ceramica, riflettendo le identità e le innovazioni di diverse civiltà, assumendo un ruolo importante di testimonianza e di dialogo con i visitatori e perché no, anche di possibile futuri artisti in questo ambito. I luoghi di cultura sono importanti per questo: mantenere viva la storia dell’arte e trasmettere valori e messaggi, che possono indurre l’osservatore alla raccolta di esse.

