Il premier belga dice di no al piano UE di utilizzo dei patrimoni russi congelati

I vertici delle istituzioni europee avevano di fatto già annunciato che avrebbero potuto finanziare il 2026 dell’Ucraina grazie ai fondi russi congelati. E invece si sono dovuti rimangiare la parola dopo che il premier belga ha detto di no.

Il rifiuto belga

Il problema essenziale per il Belgio è che è la sede dell’ente finanziario che detiene quei patrimoni, l’Euroclear. Nel momento in cui Mosca intentasse una cause, sarebbe proprio contro il Belgio. E nessuno se la sente di accettare questo rischio, perché è probabile almeno sul piano strettamente giuridico che la Russia vinca la causa e che Bruxelles debba ripagare la bellezza di 140 miliardi di euro. Sarebbe in ogni caso un danno di immagine al Paese, che non verrebbe più visto come porto sicuro di investimenti e conti esteri.

Governo compatto nel dire di no

Il premier Bart De Wever ha ricevuto solidarietà e appoggio per questa scelta da parte degli altri membri del governo e della coalizione. Il ministro degli Esteri Maxime Prévot ha detto che il premier ha ragione a opporsi a una misura che potrebbe rivelarsi estremamente nociva per il Paese e lo sarebbe in proporzioni gigantesche. Il leader di partito Georges-Louis Bouchez ha definito “soluzione facile sul momento, ma grosso problema in futuro” il ricorso ai fondi russi.

Meccanismo lungo e pieno di trappole

Per avere quei 140 miliardi, la UE dovrebbe di fatto confiscarli. In teoria invece se ne approprierebbe solo temporaneamente. Infatti i soldi dati all’Ucraina verrebbero restituiti da quest’ultima a Euroclear grazie alle riparazioni di guerra che le pagherebbe la Russia. Ed Euroclear li rimetterebbe a disposizione di Mosca. Certo, resta il mastodontico interrogativo se i russi siano realmente disposti pagare per una guerra… persa? vinta? che non si sa quando terminerà? Basta questa variabile a rendere il piano totalmente scollato dalla realtà e portatore solamente di rischi per chi concretamente concede la somma a Kiev. Zelensky chiede i miliardi di euro per inizio 2026, ma è conscio che si tratta di una decisione politica della UE. Fonte: https://strumentipolitici.it/il-belgio-si-oppone-salta-il-piano-ue-di-finanziare-lucraina-coi-patrimoni-russi-congelati/