Utili da record per le banche, i conti dovrebbero superare i 6 miliardi

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Tra questa settimana e la prossima le maggiori banche italiane alzeranno tutte il velo sui propri conti trimestrali, dopo l’antipasto fornito da Unicredit settimana scorsa. Gli analisti preannunciano utili da record per istituti di credito del nostro paese, con una cifra totale che dovrebbe superare i 6 miliardi di euro.

Unicredit ha fatto il pieno di utili

banca-630x330La scorsa settimana Unicredit è stata la prima grande banca pubblicare i suoi risultati, evidenziando utili per 2,6 miliardi di euro. Una cifra complessiva che ha portato il totale dei primi nove mesi a 8,7 miliardi. Ancora una volta l’istituto guidato da Andrea Orcel ha realizzato utili da record.

Venerdì prossimo toccherà invece a Intesa Sanpaolo svelare i conti del proprio trimestre. Le previsioni parlano di utili vicini a 2,3 miliardi, ossia in linea con la guidance dell’Istituto. Il consensus sui ricavi è stimato intorno ai 6,7 miliardi e l’utile cumulato dei nove mesi dovrebbe attestarsi sopra quota 7,5 miliardi. Chiaramente le ore in cui verranno resi noti i risultati alimenteranno la volatilità in Borsa, per cui molti investitori sono pronti con i broker scalping.

Il calendario della settimana prossima

Il programma proseguirà la prossima settimana con la trimestrale di BPER, che da poco ha completato la scalata a Popolare di Sondrio. In questo caso gli utili trimestrali dovrebbero essere stati di 490 milioni. A seguire completeranno il quadro delle trimestrali delle Big Five bancarie prima Banco BPM e poi Monte Paschi di Siena (che è da poco ha acquisito Mediobanca e la integrerà a partire dal quarto trimestre), che chiuderà questo giro il 7 novembre. Per questi ultimi istituti si prevedono utili rispettivamente sui 409 milioni e 356 milioni.

Il rally si sta esaurendo

Sebbene l’andamento dei conti continua ad essere solido, qualche piccolo scricchiolio inizia a intravedersi nel trend rialzista. Del resto i tagli e tassi di interesse della Banca Centrale Europea (BCE) e le turbolenze macroeconomiche e commerciali hanno provocato una marcia indietro del margine di interesse, che può essere compensato soltanto in parte da commissioni, dividendi e profitti da investimenti.