CDP, Fabrizio Palermo e Giovanni Gorno Tempini protagonisti del libro di Paolo Bricco

Nel suo libro, il giornalista Paolo Bricco descrive il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti nello sviluppo dell’economia italiana. Fabrizio Palermo: “Cdp per lungo tempo sotto traccia”. Giovanni Gorno Tempini: “Polmone di un grande organismo”.

Fabrizio Palermo e Giovanni Gorno Tempini

CDP capitale dinamico e paziente:il pensiero di Fabrizio Palermo e Giovanni Gorno Tempini

Invitato del “Sole 24 Ore” e specialista in economia e politica industriale, Paolo Bricco ha pubblicato con “il Mulino” il suo ultimo volume dal titolo “Cassa Depositi e Prestiti. Storia di un capitale dinamico e paziente. Da 170 anni”. Scritto con le testimonianze dell’AD Fabrizio Palermo e del Presidente Giovanni Gorno Tempini, il libro racconta le tappe più importanti di quello che il giornalista descrive come “un elemento essenziale di quell’organismo complesso e articolato, contraddittorio e vitale che è l’Italia”. E Bricco lo fa a partire dalla fondazione dell’istituzione, avvenuta nel 1850. Un secolo e mezzo di storia che ha visto il ruolo di CDP adattarsi alle evoluzioni dell’economia italiana, passando dalla nascita del risparmio postale, al supporto nei momenti di crisi del Paese fino al ruolo ricoperto in questi ultimi anni. “Per lungo tempo ? scrive Fabrizio Palermo ? Cassa Depositi e Prestiti è rimasta sottotraccia. Ha costituito una parte integrata del sistema dei finanziamenti alle infrastrutture dell’Italia. È stata un pezzo del ministero dell’Economia che ha seguito il Paese – con i suoi tecnici e le sue procedure – nei passaggi decisivi della storia economica nazionale. In pochi ne conoscevano l’esistenza. Tutti ne beneficiavano”. “Per oltre un secolo e mezzo, Cassa Depositi e Prestiti ha rappresentato il polmone di un grande organismo racconta Giovanni Gorno Tempini non si vedeva, ma senza di esso l’organismo avrebbe smesso di respirare e di vivere”.

L’evoluzione di CDP:il pensiero di Fabrizio Palermo e Giovanni Gorno Tempini

La presenza costante di Cassa Depositi e Prestiti negli ultimi 170 anni dell’economia italiana ha garantito al Paese, secondo Bricco, lo sviluppo delle infrastrutture e delle società strategiche, con uno sguardo sempre attento al contesto globale. Per farlo, ha dovuto cambiare e assumere via via un carattere sempre più flessibile mantenendo una forte solidità, rafforzando il proprio ruolo a servizio del Paese, come testimoniano le parole di Fabrizio Palermo e Giovanni Gorno Tempini. Una funzione che, grazie a queste qualità, potrà adattarsi anche ai cambiamenti del futuro. “La Cassa, che da sempre rappresenta una forma di «Capitalismo Dinamico e Paziente», ha in Italia la stessa centralità che hanno in Francia la Caisse des Dépôts et Consignations e in Germania la Kreditanstalt für Wiederaufbau. Le differenze fra Cdp, Caisse e KfW esistono: hanno radici storiche diverse e, in parte, funzioni non del tutto sovrapponibili. Ma le analogie sistemiche non sono poche e l’importanza per l’economia del Paese in cui operano è la stessa. Questa centralità è sia storica sia prospettica”, spiega Fabrizio Palermo. Una centralità oggi possibile, ricorda Giovanni Gorno Tempini, grazie all’evoluzione dell’infrastruttura finanziaria e in particolare al risparmio privato accumulato attraverso la raccolta postale.