L’alimentazione nei cani, il ruolo dei mangimi complementari

L’osteoartrite negli animali, cos’è e come si cura?

L’osteoartrite primaria viene descritta come “idiopatica” e può essere associata a diversi fattori di rischio. L’OA secondaria a sottostanti processi patologici è ritenuta la forma più frequente nel cane. Questa malattia, infatti, è il risultato comune a una serie di alterazioni articolari, che alla fine portano tutte al declino strutturale e funzionale dell’articolazione, con zoppia e dolore. Tra queste patologie, le displasie di anca e gomito sono disturbi comuni nelle razze e negli incroci canini di taglia grande e rappresentano un noto fattore che determina OA, zoppia e ridotta mobilità. L’obesità è un noto fattore di rischio verso l’osteoartrite nell’uomo e nel cane. Tra maschi e femmine, il rischio è ritenuto simile; in uno studio su Labrador e Greyhound, però, i maschi sono risultati più suscettibili delle femmine all’osteoartrite dell’anca. La sterilizzazione può ridurre l’azione protettiva degli ormoni sessuali verso le articolazioni. Nei cani castrati è più alta la probabilità di artrosi secondaria a problematiche al legamento crociato e a displasie di anca e gomito. Rispetto all’età, l’osteoartrite colpisce circa il 20% dei cani con più di 1 anno e il 90% di quelli che abbiano superato i 5 anni.

Il consiglio più utile da seguire per prevenire la OA, una volta preso il cucciolo, è ovviamente quello di seguire il veterinario in merito alle indicazioni che ti darà rispetto alla delicata fase di sviluppo: sicuramente un’alimentazione adeguata e non eccessiva, insieme all’indicazione al movimento “controllato” rientrano tra le regole principali della gestione dello sviluppo, soprattutto in cuccioli di razze a rischio di displasie ed altre artropatie per cui è indicata la valutazione ufficiale. Sarà anche possibile effettuare una valutazione preliminare del rischio di sviluppare la displasia dell’anca, che prevederà una valutazione clinica e radiografica specifica fin dall’età di 4-6 mesi, con una certa variabilità temporale a seconda di razza e taglia. In questa fase delicata fase, il veterinario potrà anche consigliare degli integratori alimentari mirati al mantenimento del benessere articolare. La glucosamina e il condroitin solfato sono componenti dietetici che lavorano sinergicamente; nell’uomo è stato dimostrato che la glucosamina contribuisce alla formazione e alla riparazione della cartilagine, riduce l’infiammazione e rallenta la degenerazione cartilaginea, mentre il condroitin solfato migliora le proprietà elastiche della cartilagine e riduce il dolore articolare. La glucosamina diminuisce i segni del dolore associato all’OA anche nel cane.

Perciò, è particolarmente sconsigliato il  fai-da-te con il cibo, segui sempre i consigli del veterinario per una corretta alimentazione del tuo pet e l’eventuale somministrazione di integratori. I cani sportivi sono i tuoi preferiti? L’OA può derivare anche da traumi meccanici nelle razze “da corsa” a seguito di distorsioni soprattutto a livello di gomito, garretto, carpo e falangi. Perciò, se hai un animale da lavoro, fai particolare attenzione al suo benessere articolare. Una corretta gestione della dieta, del peso e l’integrazione alimentare con appositi integratori possono migliorare la mobilità e ridurre, in caso di trattamento, l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei.

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