Gli esperti di Starkey indicano come riconoscere e curare l’acufene

L’azienda leader nel campo della produzione e della vendita di protesi acustiche di alta qualità è da sempre molto attenta alla salute dei propri pazienti e svolge un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione sui problemi uditivi.

Milano, gennaio 2021 – Tintinnii, ronzii, a volte veri e propri frastuoni: le modalità in cui si manifestano gli acufeni possono essere molteplici. La cosa importante, però, è non sottovalutarli, perché potrebbero rappresentare dei campanelli d’allarme per la presenza di disturbi uditivi anche gravi. Lo confermano anche gli esperti di Starkey Hearing Technologies, azienda leader a livello globale per la produzione e la vendita di protesi acustiche di alta qualità.

Per Starkey, la salute dei pazienti è una priorità assoluta: per questo l’azienda si impegna da sempre a informare e sensibilizzare le persone circa la necessità di prendersi cura del proprio udito. Per quanto riguarda gli acufeni in particolare, come sottolineano i professionisti di Starkey, si tratta di un disturbo abbastanza comune ma altrettanto diffusamente sottovalutato o, addirittura ignorato. Gli acufeni, tuttavia, non devono essere sottovalutati: innanzitutto perché potrebbero derivare da un danno alla coclea, che nell’orecchio interno svolge la funzione di tradurre il suono proveniente dall’esterno nell’input elaborato poi dal cervello, oppure all’orecchio medio o, ancora, da cause sconosciute. Quel che è certo è che l’acufene è un disturbo che deve essere trattato, anche perché può causare molti altri problemi, dalla difficoltà a prendere sonno alla riduzione della soglia di concentrazione, senza contare gli episodi di ansia, stress e depressione, che portano a propria volta a una riduzione della qualità della vita.

Gli approcci per il trattamento dell’acufene più comuni sono sostanzialmente due: la TRT (acronimo di Tinnitus  Retraining Therapy) che consiste nell’associare un’attività di counseling a un arricchimento sonoro tramite l’utilizzo di un apparecchio acustico e il PTM (Progressive Tinnitus Management), più recente, che si articola in diverse fasi, iniziando da un triage con indirizzamento del paziente acufenico presso uno specialista, per passare poi a una visita audiologica approfondita e, in seguito, alla fase educativa, alla valutazione interdisciplinare e al supporto personalizzato, soprattutto se gli acufeni sono associati a problemi a livello psicologico. 

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