La sanificazione degli ambienti alla riapertura delle attività

La pandemia comporta, da parte degli operatori professionali, e quindi delle ditte ed imprese di pulizie di Roma e provincia, di agire seguendo una serie di accortezze che devono essere osservate in casi come la sanificazione iniziale degli ambienti e dei locali alla loro riapertura dopo un periodo di chiusura o lockdown.

Se il posto di lavoro, o l’azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l’area sarà necessaria solo la normale pulizia giornaliera ordinaria, poiché il virus che causa COVID-19 non si è dimostrato in grado di sopravvivere su superfici più a lungo di questo tempo.

Si parla di SANIFICAZIONE come di un “complesso di procedimenti e di operazioni che comprende attività di pulizia e/o attività di disinfezione interconnesse tra di loro”. Di conseguenza, prima ancora di applicare il disinfettante per la distruzione dei microorganismi patogeni con speciale attenzione al Covid-19, è necessario eliminare qualunque tipo di sporcizia presente su pavimenti e superfici con opportune operazioni di sgrassaggio e disincrostazione.

Vi sono superfici (ad esempio, porta, tavolino e pavimento in gres) che vanno assolutamente sgrassati a fondo prima di procedere con la
disinfezione. Non ha senso infatti disinfettare sopra vecchi strati e patine di sporcizia. Tutte le superfici della porta e del tavolino andranno perciò lavate prima a fondo con prodotti specialistici come FUN BALL o ALCOR che oltre a disinfettare è anche un efficace sgrassante. Sul pavimento in gres si interverrà invece con una monospazzola, disco verde o blu e uno sgrassante per pavimenti microporosi (MAGIC GRES).

In una seconda fase si procede con la DISINFEZIONE (la fase della sanificazione in cui si abbattono specificatamente i vari microorganismi, tra cui virus e batteri) intervenendo su tutte le superfici di contatto (scrivanie, tavoli, tastiere, schermi, telefoni, maniglie, mouse, sanitari, piastrelle, rubinetti, w.c. macchine distributrici, macchina caffè, frigo specchi, vetrate etc) nonché su quelle superfici più periferiche e “fuori mano” sulle quali sia stato possibile il contatto e la deposizione delle microgoccioline eiettate dallo starnuto: ante interne, parti interne e superiori di armadi e schedari, cassettiere, elementi decorativi, climatizzatori, plafoniere, tapparelle, veneziane, tendaggi etc.

Nella pratica si è ormai imposto l’uso dei nebulizzatori che spruzzano sulle superfici e pavimenti la soluzione disinfettante ridotta in minutissime goccioline di qualche millesimo di millimetro e che assicurano in tal modo (questo ci dicono le aziende produttrici di nebulizzatori) un contatto totale tra disinfettante e superficie e un’asciugatura pressoché immediata.

Il nebulizzatore permette anche di intervenire su qualunque tipo di materiale impiegato nell’arredo ufficio e arredobagno:

  • laminato,
  • melaminico,
  • plastica,
  • vetro,
  • legno,
  • metalli,
  • cromature
  • e anche su superfici “delicate” o “poco lavabili” quali:
    • tendaggi,
    • sedie in tessuto,
    • poltrone in pelle,
    • pareti in intonaco,
    • mobili antichi,
    • arazzi,
    • libri e incartamenti,
    • suppellettili,
    • plafoniere e arredi poco accessibili,
    • tappeti,
    • prese e griglie di condizionamento.

Allo stesso modo si dirige il getto del nebulizzatore anche su tutta l’area del pavimento.

Kiter suggerisce per questo tipo di interventi OXY, detergente biocida a basa di perossido di idrogeno, da utilizzare in diluizione al 30 %. A fine trattamento si deve aerare l’ambiente e attendere di solito 2 ore, si invita a verificare tale tempistica consultando il manuale d’uso del nebulizzatore.