Biotrituratore: approfondiamo le sue caratteristiche

E’ appena uscito il completo approfondimento alla scelta del migliore Biotrituratore per giardino, scritto da CasettaGiardino.eu e liberamente messo a disposizione online sul sito ufficiale.

Non è sempre facile trovare informazioni accurate riguardo i macchinari per la manutenzione del verde, in modo particolare se la tematica è ricca di spunti e particolarmente elaborata.
Il dossier di CasettaGiardino.eu fa chiarezza in questo campo fornendo un focus esaustivo sia per chi cura per il verde per passatempo (giardini privati e orti domestici), sia per per coloro che lo fanno per professione (grandi aree verdi e parchi pubblici).
La sua lettura è pertanto consigliata a chiunque desideri comprendere a pieno i vantaggi che il biotrituratore apporta a partire dal prezioso, e mai scontato, risparmio di tempo e di energie.

Chiunque si sia mai applicato alla cura degli spazi verdi (che siano tenuti a prato come a bosco) sa benissimo quanto possa essere complicato gestire in maniera razionale tutta la massa vegetativa e gli scarti organici prodotti annualmente dal normale ciclo vegetativo e dal ricambio stagionale.
Uno dei problemi più sentiti è l’ingombro prodotto da fogliame, ramaglie e sfalci d’erba. Sovente può diventare una sfida riuscire a trovare una superficie libera per il loro stoccaggio che sia capiente e lontana dalla vista.

Infatti, se da una parte, abbiamo difficoltà ad individuare il posto dove ammucchiare gli scarti delle potature, dall’altra bisogna riconoscere che questo ammasso non è nemmeno piacevole da vedere alla vista poiché trasmette senso di disordine e di abbandono.

La soluzione più pratica, immediata ed economica, è senza il minimo dubbio il ricorso al biotrituratore, uno dei più interessanti macchinari che siano stati progettati per la manutenzione razionale del verde.
La mission del biotrituratore è quella di sminuzzare finemente tutti gli scarti organici prodotti dalla cura del giardino con tre principali obiettivi: risparmio di spazio (si evitano i famosi cumuli ditribuiti qui e là per lasciare decomporre gli scarti); produzione di compost di qualità per fertilizzare e per fare la pacciamatura di prati, aiuole e orti; produzione di cippato da vendere o da impiegare come combustile per il riscaldamento.

Nella maggior parte dei casi, quando siamo alla ricerca di un biotrituratore per giardino, può andar bene sceglierne uno elettrico. Nei casi dove sia previsto un utilizzo più intensivo può invece essere necessario ricorrere a macchine più potenti e con capacità di trinciatura maggiore come possono essere i biotrituratori con motore a scoppio.

A questa e a tante altre domande rimandiamo all’approfondimento proposto dal sito www.casettagiardino.eu. Una preziosa fonte di informazioni per chi ama il verde e vivere all’aria aperta.