Scandalosi retroscena della seconda guerra mondiale

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Il 7 dicembre 1941, il Giappone attacca la flotta americana a Pearl Harbor, provocando così l’ingresso in guerra degli Stati Uniti.

Il Presidente Franklin D, Roosevelt dichiara pubblicamente:

“Questo giorno sarà ricordato per l’infamia”.

Sì! Proprio così! Questo giorno deve essere ricordato come un giorno dell’infamia, ma non a causa della presunta sorpresa dei Giapponesi, come i più importanti organi dell’informazione asseriscono a gran voce, ma per la grave inadempienza degli Stati Uniti.

L’attacco a Pearl Harbor è noto ormai da settimane, dopo che gli Stati Uniti abbiano continuato perennemente a provocare il Giappone, con false insinuazioni.

Il Presidente Franklin D, Roosevelt assieme ai banchieri sono in attesa! Sono in forte apprensione!

“Ma quando attacca il Giappone?”

Purtroppo, come abbiamo già notato, niente è più proficuo della Guerra per i banchieri internazionali.

Molto importante, è sapere che la famiglia del Presidente Roosevelt fa parte dei banchieri di New York sin dal 18° secolo. Tanto per rendere l’idea, lo zio Fredrik era tra i membri del primo consiglio della Federal Reserve Bank.

Considerando tutto ciò, il Presidente Roosevelt, come può non essere favorevole agli interessi dei banchieri internazionali?

In effetti non può! Egli non può assolutamente esimersi dal curare gli interessi di quel mondo affaristico che governa le banche.

Roosevelt, essendo Presidente degli Stati Uniti, deve quindi favorire l’entrata in guerra, a qualunque costo, per agevolare gli affari di famiglia, legata a quel Potere Finanziario Occulto, che gestisce il mondo bancario.

In un verbale del 25 novembre 1941Henry Stimson, Segretario di Guerra di Roosevelt, documenta una conversazione che ha avuto con il Presidente Roosevelt: 

Il problema era come manovrarli, per far attaccare loro per primi . . . Era preferibile assicurarsi che fossero stati i Giapponesi ad agire per primi, affinché non vi fosse alcun dubbio su chi fossero gli aggressori.”

Nei mesi che precedono l’attacco a Pearl Harbor, il Presidente Roosevelt fa tutto ciò che è in suo potere per irritare i giapponesi, mostrando un atteggiamento di ostilità.

  • Blocca tutte le importazioni giapponesi di petrolio americano.
  • Congela tutti gli investimenti giapponesi negli Stati Uniti.
  • Fa prestiti alla Cina
  • Fornisce aiuto militare sia ai britannici, sia alla Cina, avversari del Giappone nella Guerra.

Tutto questo in completa violazione del regolamento internazionale di Guerra.

Poi come se non bastasse, il 4 dicembre 1941, tre giorni prima dell’attacco, i servizi segreti australiani informano il Presidente Roosevelt che delle truppe giapponesi sono in moto verso Pearl Harbor, ma egli ovviamente cerca di ignorarli.

Finalmente, il desiderio tanto bramato del Presidente Roosevelt e dei banchieri si avvera: il 7 dicembre 1941 il Giappone attacca Pearl Harbor, uccidendo 2400 soldati.

Prima dell’attacco, l’83% del popolo americano non voleva niente a che fare con la guerra. Dopo l’attacco di Pearl Harbor, come fra l’altro era nelle previsioni, un milione di uomini si arruolarono per la Guerra.

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Sul fronte Europeo, è importante notare che uno dei partner sottaciuti della I.G. Farben e l’americana Standard Oil Company, di proprietà di J.D. Rockefeller.

Pertanto la potenza militare della Germania Nazista è largamente supportata, oltre che dall’azienda I.G. Farben, pure dall’azienda americana Standard Oil Company, di proprietà di J.D. Rockefeller.

È dal 1927 che l’azienda americana Standard Oil Companydi proprietà di J.D. Rockefeller e la ditta I. G. Farben sono collegate in accordi di cartello, creando un “pieno matrimonio” tra di loro. Questa fusione genera la macchina bellica nazista, che porta Hitler al potere, che crea i campi di concentramento, che sopprime la produzione di materiali bellici agli alleati ostacolandoli nel loro sforzo di contrastare Hitler.

L’efficiente fusione tra la famiglia Rockefeller e il Terzo Reich nazista favorisce quindi, un blocco politico ed economico, tanto da alimentare a dismisura l’ascesa al potere di Hitler, caricandolo di ulteriore adrenalina, fino alla pazzia, per esortarlo ad un’azione di conquista dell’intera Europa, se non del mondo intero.

Questo è l’ennesimo esempio di un gioco strategico diabolico, oltre che assurdo, governato dall’ombra, dal solito “Potere Economico Occulto”, per scopi spiccatamente finanziari e opportunistici.  

Il processo sviluppato congiuntamente dalla azienda americana Standard Oil Co. con il nome Rockefeller e la I. G. Farben Co. è chiamata idrogenazione, la quale produce una benzina ad alto numero di ottani del carbone, essenziale per i mezzi militari di Hitler. Tant’è vero che l’aviazione tedesca non può operare senza uno speciale additivo prodotto, per l’appunto dall’azienda americana Standard Oil Co. di Rockefeller.

Tanto per rendere l’dea, i massicci bombardamenti della Germania Nazista su Londra, sono resi possibili grazie alla vendita di 20 milioni di dollari di carburante alla I.G. Farben, da parte della azienda americana Standard Oil Co. di Rockefeller.

Un particolare importante è che uno degli impianti di idrogenazione dell’americana Standard Oil – IG Farben, veniva eseguito dagli schiavi braccianti del campo di sterminio di Auschwitz, dove furono uccisi circa tre milioni di persone.

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Un’altra “associazione a delinquere” legata al “Potere Economico Occulto” che vale la pena ricordare è la Union Banking Corporation della città di New York. La quale non solo finanzia numerosi aspetti dell’ascesa al potere di Hitler, ma è pure una banca dedita al riciclaggio del denaro nazista.

PURE QUESTO È UN GRANDE AFFARE DA PRENDERE IN SERIA CONSIDERAZIONE! ECCOME SE LO È!

Alla fine dei giochi finiti, ad affari conclusi, per ripulire il tavolo dagli eventuali sospetti, chi manipola e governa nell’ombra il Potere Economico Mondiale, ovvero il “Potere Occulto”, opterà per permettere il ritrovamento di una piccola quota di dollari nazisti, nei depositi della Union Banking Corporation della città di New York, per essere poi confiscati per la violazione del “Trading with Enemy Act”.

Ma ripeto è sono una piccola quota! Tanto quanto basta per gettare fumo negli occhi all’opinione pubblica e a ostacolare l’inchiesta in corso, archiviando il tutto! 

È importante notare che il direttore della Union Banking Corporation della città di New York è colui che gestisce la Union Bank Prescott Bush.

 “Il Trade with Enemy Act, talora abbreviato con TWEA, è una legge federale, promulgata nel 1917 per limitare gli scambi commerciali coi Paesi ostili agli Stati Uniti. La legge conferisce direttamente al Presidente il potere di limitare in tutto o in parte il commercio fra gli USA e i Paesi ostili in tempo di guerra.”

 

Adelio Vaquez