Perché il Bitcoin è Aumentato Durante il Periodo del Lockdown

Il Bitcoin la criptovaluta attualmente più diffusa negli ultimi mesi è tornata a crescere in modo preponderante durante il periodo del lockdown, un andamento che alcuni spiegano con l’ultimo halving avvenuto a primavera, che di fatto rende questa criptovaluta più costosa da realizzare attraverso la classica attività di mining.
Sono passati pochi mesi dall’halving di maggio e le proiezioni fatte dagli analisti che seguono questa criptovaluta si sono puntualmente avverate.
L’halving è quel meccanismo stabilito con la creazione del Bitcoin che prevede il dimezzamento delle ricompense dei miners che sono coloro i quali mettano a disposizione la potenza computazionale necessaria all’estrazione della criptovaluta dalla rete.
L’aumento del prezzo del Bitcoin è avvenuto in una sostanziale concomitanza con la strategia del lockdown, questo potrebbe portare a pensare che il nuovo rally di questa criptovaluta sa dovuto alla congiuntura economica attuale che ha visto crollare molti asset e beni primari come quello delle auto e del petrolio.
In questi casi i mercati finanziari si spostano su beni rifugio in grado di sostenere il peso della crisi mantenendo se non aumentando il valore dei soldi investiti in questi.
Questo è ciò che è accaduto sicuramente con l’oro che nelle fasi più drammatiche della crisi da lockdown durante i quali investitori e risparmiatori hanno acquistato prodotti finanziari collegati al prezzo oro ed in diversi casi lingotti e monete da investimento più semplici da rivendere anche presso un compro oro Firenze, ecc.
Anche la criptovaluta nello stesso periodo ha cominciato ad aumentare di valore dando l’impressione che anche il Bitcoin potesse trarre vantaggio dalla congiuntura economica estremamente negativa.
Questo parallelismo di andamento di valore con il prezioso metallo giallo ha spinto alcuni a pensare che questi due tipologie di investimento potessero avere dei punti in comune, facendo passare il Bitcoin come il nuovo bene rifugio.
Un ruolo che se in un prossimo futuro potrebbe anche essere raggiunto in una economia estremamente digitalizzata appare ora piuttosto lontano.
Questo equivoco nasce anche da una certa mancanza di conoscenza delle criptovalute e dei meccanismi ad esse collegati come l’halving, il mining, ecc.

Un gap culturale che spesso però non ferma alcuni investitori dallo scommettere su questo genere di valute digitali, aumentando il già consistente fattore rischio di perdite essendo attualmente il Bitcoin un investimento potenzialmente molto remunerativo ma altrettanto esposto a crolli di valore improvvisi.

Il Bitcoin è un investimento sicuramente acerbo, semmai potrà diventare maturo, dal potersi considerare addirittura un bene rifugio alla pari dell’oro che a dato dimostrazione in epoche vicine e lontane di uscire indenne da crisi di ogni genere.