Coronavirus e sospensione del mutuo

Il decreto Cura Italia, approvato per contrastare gli effetti economici dell’emergenza Coronavirus, prevede delle agevolazioni economiche tra cui quella di chiedere la sospensione del mutuo per l’acquisto della prima casa, adibita a principale abitazione, ovviamente a determinate condizioni. Il beneficio riguarda lo stop al pagamento di 18 rate di mutuo ed ha come destinatari i lavoratori dipendenti, i parasubordinati e i titolari di partita IVA e riguarda i mutui per l’acquisto della prima casa nei limiti di 400mila euro di valore dell’immobile.

I soggetti sopra menzionati possono chiedere la sospensione del pagamento di 18 rate del mutuo per le seguenti ragioni:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato per almeno 30 giorni;
  • cessazione del rapporto di lavoro parasubordinato, di agenzia o di rappresentanza commerciale
  • morte, grave handicap riconosciuto o invalidità oltre l’80% del titolare del mutuo;
  • per i lavoratori autonomi la perdita di oltre il 33% del fatturato dal 21 febbraio 2020.

Chiaramente tali situazioni devono essere state provocate dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, infatti, chi, ad esempio, ha perso il lavoro prima che l’epidemia colpisse il nostro Paese, non avrà diritto al beneficio.

Per accedere al beneficio è necessario provare tali ragioni attraverso apposita documentazione. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, in caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato è necessario presentare la lettera di licenziamento nel caso di rapporto a tempo indeterminato, nel caso di rapporto a tempo determinato sarà sufficiente una copia del contratto oltre ad eventuali altre comunicazioni attestanti la cessazione del rapporto.

Per i liberi professionisti è necessaria un’autocertificazione in cui si attesta di aver subito una riduzione del 33% del fatturato a causa della chiusura o riduzione dell’attività dovuta al Coronavirus.

Il Decreto Cura Italia, ha previsto il Fondo Gasparrini che finanzierà questa operazione pagando alle banche il 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.

Inoltre, successive modifiche al Decreto, hanno reso possibile beneficiare di tale sospensione anche a chi ne ha già fruito in passato ed è stato eliminato anche il requisito ISEE per cui per accedere all’agevolazione non è più previsto alcun limite di reddito.

La domanda per poter beneficiare di questa misura va presentata alla propria banca attraverso un modulo disponibile online e reperibile sul sito del Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) su quello della Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) oppure sul sito dell’Abi (Associazione bancaria italiana). Sarà proprio la Consap a decidere se concedere o meno l’agevolazione, non la banca.

Nel caso in cui quest’ultima non dovesse accettare la richiesta, nonostante il possesso dei requisiti, è possibile effettuare una segnalazione. Riceverete una risposta entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta. A partire da questo momento, inoltre, verranno sospesi gli interessi di mora nel caso in cui il richiedente mutuatario fosse ammesso al beneficio e fosse in ritardo con qualche rata di pagamento.