Traduzione di brevetti tra inglese e italiano, lo richiede la camera di commercio

Il brevetto è un titolo attraverso il quale si conferisce un diritto, un monopolio temporaneo di sfruttamento sull’oggetto del brevetto stesso. Chi deposita un brevetto può disporre dell’oggetto del brevetto, può realizzarlo, può farne oggetto di commercio, può vietarne la produzione, la commercializzazione, la vendita a terzi. Il brevetto è una sua proprietà.

Quando di parla  di brevetti ci si riferisce a beni intangibili che hanno un valore molto importante nella valutazione delle aziende e che ne certificano il livello di innovatività e competitività.

La proprietà intellettuale (Intellectual Property, IP) e la proprietà industriale rappresentano importanti elementi di crescita che sono determinanti per l’economia globale. Ogni tipo di azienda, ogni settore, se intende competere sullo scenario mondiale deve salvaguardare i suoi asset a livello globale, anche attraverso la registrazione di brevetti internazionali. Per farlo è indispensabile tradurre la richiesta dei propri brevetti nella lingua locale della giurisdizione competente, per avere una successiva valutazione e una approvazione.

Il brevetto europeo

Quando si parla di  brevetto europeo, ci si riferisce ad un brevetto concesso dall’ EPO  – European Patent Office (Ufficio europeo dei brevetti)  che permette di ottenere, con un’unica domanda, la protezione del brevetto in uno o più Stati membri. Dopo la concessione del brevetto, entro tre mesi dalla data di pubblicazione nel bollettino dei brevetti europei, il titolare del brevetto  deve avviare la procedura di convalida nazionale, che richiedere anche la traduzione inglese italiano o nella propria lingua di origine, e di quelle dei paesi in cui viene depositato il brevetto.

In particolare, entro questo termine, deve depositare la traduzione del brevetto europeo agli uffici degli Stati designati la cui lingua ufficiale non è quella del brevetto concesso. Il brevetto europeo così convalidato, conferisce al titolare, negli Stati membri designati, i medesimi diritti che deriverebbero da un brevetto nazionale ottenuto negli stessi Stati.  La traduzione di un brevetto europeo in Italia può essere depositata direttamente all’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) con invio telematico o presso una qualsiasi Camera di commercio.

Ma come avviene la traduzione di un brevetto? Che competenze richiede?

La traduzione di un brevetto necessita in primis di  una scrupolosa attività di ricerca relativa alle fonti ufficiali per essere certi che non esistano già marchi o brevetti identici al proprio.
Servono inoltre specifiche competenze tecniche, poiché si tratta di descrivere e valorizzare un’innovazione che può concernere invenzioni industriali, modelli di utilità, nuovi farmaci e varietà vegetali.
È importante che la fedeltà della terminologia si sposi il più conformemente possibile al testo di partenza  proprio di tutti i documenti che hanno validità legale. Si deve inoltre  attenersi fedelmente al “codice” tipico della materia brevettuale, che vuole che brevetto sia suddiviso nelle sue componenti strutturali specifiche che sono Titolo, Riassunto, Stato della tecnica, Esposizione del trovato, Descrizione forma preferenziale, eventuali disegni, Rivendicazioni principali e secondarie.
La chiarezza dell’esposizione è egualmente importante. Non meno importante è la chiarezza espositiva, essenziale al fine di non limitare l’ambito di tutela dell’invenzione rivendicata e accelerare la procedura di first filing. Nella traduzione di un brevetto non sono dunque concessi errori né formali né sostanziali.