FAUST DEGADA SAF – FORESTO (Casal Gajardo Records)

Ogni inizio è una continuazione. È questo lo spirito con cui Faust Crocetta, ovvero Faust Degada Saf, ha dato alle stampe il nuovo album “Foresto” (Casal Gajardo Records). Un album che segna un nuovo percorso per l’artista trevigiano, ma che allo stesso tempo si collega alla lunga storia di un gruppo come i Degada Saf, seminale e cult per la scena New Wave dell’elettronica Italiana degli anni Ottanta. Un disco che si declina tra musica elettronica colta e di ricerca, evitando però di risultare ermetico e incomprensibile.
Un disco che proviene direttamente dal laboratorio di artigianato musicale che vede impegnato in prima persona l’artista veneto. Senza troppi fronzoli e parole di contorno, vengono presentate tredici canzoni dai suoni nettamente digitali con l’aggiunta, in un paio di brani, della Tromba di Massimo Berizzi e un brano cantato in Italiano con il testo di Sebastiano Crocetta. Risultano molto interessanti per strutturazione e scelta dell’impronta musicale presente in ogni episodio. Si passa da trame che ricordano gli anni ’90 a destrutturazioni del suono sperimentali, accenni ambient ed una netta sensazione di avere a che fare con una persona, una mente creativa che padroneggia con efficacia il registro musicale che intende utilizzare e lo declina a proprio piacimento.
C’è lucida attenzione verso il presente e le spinte creative che potrebbero segnare il prossimo futuro.
Un susseguirsi di eventi che ha ricalibrato la propria verve alle macchine, spingendolo a pie’ pari verso un’elettronica progressiva di natura quartomondista.
Si intuisce quanto sia fondamentalmente diverso e atipico rispetto la sua generazione.
Tra suoni molteplici, sample vocali, increspature e sospensioni ambientali, il disco incrocia ipotesi di danze esotiche trasformate in corto circuiti mentali.
Scuote le fondamenta di un’elettronica concepita senza porre più alcun freno alla fantasia e al desiderio, da mescolare e orientare seguendo la vocazione del momento, il battito del cuore e il richiamo del corpo.
È un disco che richiede attenzione e la giusta conoscenza della materia, “Foresto”, e di certo non delude.