Il marmo dai 1000 volti: cogito ergo sum

Cogito ergo sum. Penso dunque sono è la famosa citazione dell’illustre maestro filosofo Cartesio tramandata secula seculorum. Questa frase si può ricondurre e ricollegare all’essenza sostanziale costitutiva del “Marmo dai 1000 volti” un blocco-capolavoro di eccelsa ed eccellente bellezza naturale, che ha origini dalla preziosa breccia medicea ed è stato scoperto nelle cave di Seravezza. Il blocco è protagonista di un omonimo progetto di ricerca, intrapreso e portato avanti dal proprietario Massimo Caramia storico artigiano e artista del marmo, che attraverso la sua competenza sta portando in luce una serie di figurazioni e immagini, impresse dentro il blocco, davvero fantastiche. La Dott.ssa Elena Gollini con la sua pluriennale esperienza in materia artistica sta supportando il progetto con un lavoro promozionale fatto ad hoc e sta apportando una serie di formule di comunicazione mediatica in rete e sul web, per dare ancora più spinta. Nella sua ricerca Caramia non lascia mai nulla al caso e alla casuale improvvisazione e si affida con piena intraprendenza e determinazione ad un susseguirsi di scoperte, talvolta anche impreviste e inaspettate e quasi sconcertanti nella loro unicità esclusiva. Nel sottolineare il valido lavoro svolto alacremente da Caramia la Dott.ssa Elena Gollini ha individuato e definito le linee guida di fondamento portante, precisando: “Massimo come proprietario e possessore unico del blocco, si è messo davanti in prima persona e in prima linea, per ottenere l’ambito traguardo di fare conoscere il blocco prodigioso e consentire all’opinione pubblica di goderne appieno. Nelle sue fattezze il blocco viene curato e conservato con grande premura e viene osservato e scrutato con grande rispetto, senza mai provocare delle alterazioni e rovinarne la peculiare connotazione. Ecco, perché si mantiene integro e intatto nel suo massimo splendore! La ricerca viene condotta in fasi sequenziali, analizzando e scandagliando ogni singolo piccolo centimetro marmoreo, ogni venatura, ogni effetto chiaroscurale, ogni nervatura naturale. Quando si pone dinnanzi al suo possente blocco, Massimo ferma il tempo e intorno a lui non esiste più nulla, tutto si annulla e scompare, resta soltanto il magico marmo con la sua speciale allure incantevole, che sembra quasi muoversi e danzare sinuosamente seguendo una virtuale musicalità di sottofondo e prendendo vita plasticamente nella sua dimensione di tridimensionalità. L’effetto visivo e quello tattile si fondono insieme per dare esiti straordinari, quasi ipnotizzanti. Il blocco acquista una valenza plurima davvero comprovante, come reperto di universale pregio e prestigio”.