Farmaci, quanto sono sicuri?

Sono molti ormai i pazienti che scelgono i farmaci omeopatici o altre medicine alternative per il timore che i farmaci tradizionali, di origine chimica e sintetica, siano pericolosi.

È noto, infatti, che tutti i medicinali presentano degli effetti collaterali, ma è anche vero ciò che troviamo scritto nel foglio illustrativo: “non tutte le persone li manifestano”.

Occorre anche tener presente che l’aderenza alla prescrizione del medico e alle indicazioni contenute nel bugiardino sono la prima garanzia di un ridotto impatto del farmaco e di una ridotta insorgenza degli effetti indesiderati.

I pazienti devono inoltre essere consapevoli che i farmaci sono continuamente monitorati e che gli studi relativi ai loro effetti, benefici e non, non si esauriscono dopo la loro approvazione da parte delle autorità.

 

Non appena un farmaco viene commercializzato, infatti, inizia la cosiddetta “farmacovigilanza post-marketing”. Si tratta di una serie di azioni di controllo e monitoraggio del farmaco in questione, che punta a rilevare effetti non identificati durante gli studi pre-autorizzazione per aggiornare di continuo quello che viene chiamato in gergo il “profilo rischio-beneficio” del medicinale, ovvero quanto fa bene il farmaco a fronte di effetti avversi più o meno gravi.

La farmacovigilanza viene eseguita attraverso la collaborazione di tutti coloro che hanno a che fare con la somministrazione del medicinale: i medici che li prescrivono, gli ospedali che si trovano a fronteggiare le conseguenze delle reazioni avverse, le aziende che quei medicinali li producono.

Attraverso un sistema che parte a livello nazionale per confrontarsi con il resto dell’Unione Europea (la Rete Nazionale di Farmacovigilanza) tutto ciò che accade quando un farmaco provoca in un paziente che lo assume effetti non noti fino a quel momento viene registrato, analizzato e diffuso.

E se, in seguito a più segnalazioni, si rileva che un determinato effetto è ricorrente o collegato a determinate patologie, a farmaci assunti in contemporanea, o a specifiche categorie di pazienti, le autorità procedono ad una “revisione di sicurezza”: i dati relativi alla somministrazione del farmaco vengono analizzati e controllati, e se necessario vengono aggiunte nuove avvertenze o alcuni tipi di pazienti vengono esclusi dalla somministrazione di quel farmaco.

In questi casi, l’apparato aziendale di farmacovigilanza, guidato da un responsabile (la “persona qualificata di farmacovigilanza”, QPPV) collabora con le autorità e invia informazioni aggiornate a medici, infermieri, farmacisti, in modo che la prescrizione e la somministrazione del farmaco in questione avvenga in totale sicurezza.

Anche i pazienti possono, comunque, fare la loro parte, segnalando al medico gli effetti che pensano di aver sviluppato in seguito all’assunzione del medicinale e che non hanno trovato elencati nel foglietto illustrativo. La sicurezza dei medicinali che assumiamo è dunque una responsabilità di molti: autorità, aziende farmaceutiche, operatori sanitari, e anche la nostra.