Economia e famiglie: l’Istat rileva l’aumento pressione fiscale e calo dei consumi

Torna a crescere la pressione fiscale sulle famiglie italiane. Secondo Istat nel primo trimestre di quest’anno il livello è salito al 37,1%. Rispetto allo stesso periodo di un anno fa, l’incremento è dello 0,5%. Ma non è questo il solo dato reso noto dall’istituto di statistica, che ha rilevato anche altri dati sul rapporto tra economia e famiglie: reddito lordo disponibile, reddito reale, consumi e propensione al risparmio delle famiglie italiane.

I dati Istat sull’economia e famiglie

consumi famiglieNel primo trimestre del 2020 il reddito lordo disponibile delle famiglie è sceso dell’1,6% rispetto al trimestre precedente. Il potere di acquisto (reddito in termini reali) è calato dell’1,7%, a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,2% la variazione del deflatore implicito dei consumi delle famiglie rispetto al trimestre precedente. “Le misure di sostegno ai redditi introdotte per contenere gli effetti negativi dovuti all’emergenza sanitaria hanno limitato in misura significativa la caduta del reddito disponibile e del potere di acquisto delle famiglie“, sottolinea Istat.

Consumi e risparmio

La spesa per consumi finali si è ridotta del 6,4%. Bisogna anche ammettere che durante la pandemia c’è stato un incremento di prezzi su frutta e verdura e su molti altri generi alimentari, che ha alterato il difficile equilibrio tra economia e famiglie. Una “brusca contrazione” che secondo Istat è dovuta alle misure di lockdown innescate dalla emergenza Covid. Come conseguenza si registra un aumento considerevole del tasso di risparmio. La propensione al risparmio è stimata al 12,5%, in aumento del 4,6% rispetto al quarto trimestre 2019.

Nel mese di giugno però c’è una ripresa della fiducia di consumatori e delle imprese, dopo il crollo record dei mesi precedenti. L’indice del clima di fiducia dei consumatori passa da 94,3 a 100,6, mentre quello composito delle imprese rimonta da  52,7 a  65,4. Se volessimo rappresentare l’andamento con delle candele giapponesi trading, sarebbe una doji.

Male il rapporto tra disavanzo e PIL

Nel frattempo il rapporto tra il disavanzo e il Pil è salito al 10,8% nel primo trimestre. Nello stesso periodo del 2019 si fermava al 7,1%. L’incidenza dell’indebitamento sul Prodotto interno lordo è cresciuta soprattutto sia per la diminuzione delle entrate, sia per l’aumento delle spese (come quelle straordinarie per cassa integrazione guadagni e varie tipologie di indennità relative al mese di marzo per affrontare l’emergenza).