Rotoli per POS: cosa sono, a cosa servono e come sono fatti

Hai mai sentito parlare dei rotoli per POS? Se ti sei sempre chiesto cosa sono e a cosa servono, nelle prossime righe trovi le risposte a queste e ad altre domande. Sei pronto a conoscere tutti i segreti dei rotoli per POS?

Cosa sono i rotoli per POS

Si tratta di rotoli di carta. Ma non sono rotoli di carta come quelli che puoi trovare in qualunque negozio di cancelleria. Questi rotoli sono “magici”, perché permettono di stamparci sopra qualunque scritta o disegno. Come avviene la “magia”? Su un lato, sono semi-lucidi, perché sono ricoperti da un’emulsione formata dal colorante e dalla sostanza reattiva, necessari per la stampa sulla carta. In pratica, funziona così: quando viene lanciata una stampa, la testina della stampante si surriscalda, sfiora il supporto di carta e fa scattare la reazione fra il colorante e il reattivo. E il gioco è fatto.

Cos’è un POS

Se non ne hai la più pallida idea, te lo diciamo subito. POS è un acronimo che sta per Point-of-Sale, che, in italiano, potremmo tradurre con “terminale di pagamento”. Hai presente quando strisci il tuo bancomat o la tua carta di credito per acquistare un prodotto o un servizio? Bene, il POS è proprio quell’aggeggio che invia i dati della transazione e stampa, infine, lo scontrino della tua spesa. Se non esistesse la carta termica, non ci sarebbe alcun scontrino, quindi.

A cosa servono i rotoli per POS

Fra i tanti tipi disponibili, la carta termica per scontrini, POS e registratori di cassa è quella più richiesta (e usata). Senza dubbio, questo utilizzo è favorito dalla popolarità crescente dei mezzi di pagamento elettronico, come, per l’appunto, carte di credito – tradizionali e prepagate – e carte di debito – il classico Bancomat, per intenderci.

Insomma, la richiesta di rotoli per stampare gli scontrini che escono dai POS è in continua crescita. Dal piccolo negozio sotto casa alla grande distribuzione organizzata, chiunque venda beni o servizi è ormai obbligato ad avere almeno un terminale per i pagamenti elettronici. Proprio per questo, ai rotoli termici per POS nessun commerciante può rinunciare.

Quale carta si usa per i rotoli termici

Qualunque sia l’uso della carta termica, le aziende specializzate nella produzione di rotoli di questo tipo usano carta eco-compatibile, certificata dallo standard FSC. La sigla FSC sta per Forest Stewardship Council: si tratta di una ONG (organizzazione non governativa) internazionale, senza scopo di lucro, il cui obiettivo è gestire nel modo corretto il patrimonio forestale mondiale, anche grazie al tracciamento efficiente dei prodotti derivati. In pratica, se su un qualunque prodotto fatto di carta vedi il logo FSC – attorno alle tre lettere compare un albero stilizzato -, sei certo di avere a che fare con materia prima proveniente da foreste controllate e rispettate.

Come si sceglie un rotolo di carta termica

Se si tratta di stampare scontrini, come nel caso dei POS, è fondamentale che la carta termica assicuri un’ottima resistenza: se si strappa con troppa facilità, vuol dire che non è una carta di buona qualità.

Tuttavia, non è solo importante la resistenza della materia prima. È fondamentale anche che la carta sia capace di trattenere per bene, e a lungo, i colori, senza macchiare né sbiadire.

Ti è mai capitato di ritrovare uno scontrino illeggibile dopo solo qualche settimana dalla sua emissione? Ecco, in questo caso, stai pur certo che hai avuto fra le mani un tipo di carta termica di qualità piuttosto scadente. Se uno scontrino sbiadisce in breve tempo, vuol dire che c’è qualcosa che non va, quindi.

Al contrario, è bene scegliere sempre una carta termica di ottima qualità. Per quale motivo? Semplice. La normativa vigente impone di conservare gli scontrini fiscali per almeno cinque anni. Quindi, per evitare problemi, assicurati che la carta termica che usi per il POS del tuo negozio sia in grado di resistere a lungo.

Un consiglio? Cerca sempre rotoli termici ad alta resistenza che non sbiadiscono: solo così, sei sicuro di non incappare in qualche guaio.