Pressione arteriosa: che cos’è e perché è importante misurarla

La pressione sanguigna è uno dei parametri più importanti che devi tenere sotto controllo per garantire al tuo organismo il massimo della salute e dell’efficienza.
Quando si parla di pressione sanguigna ci si riferisce, quasi sempre, alla pressione arteriosa che indica la forza con cui il sangue viene spinto all’interno dei vasi sanguigni dalla spinta della pompa cardiaca.

Essendo il cuore un muscolo che lavora ad intervalli regolari, è possibile individuare due tipi di pressione: una massima, detta anche sistolica, che equivale alla pressione che il sangue esercita all’interno delle arterie nel momento in cui viene pompato dal cuore, e una minima o diastolica, che indica invece la pressione del sangue nei momenti in cui il cuore è a riposo perché si prepara a ricevere altro sangue. L’unità di misura utilizzata per la pressione sono i millimetri di mercurio (mmhg).

I due valori, pressione massima e pressione minima, sono entrambi da monitorare ma tra i due è sicuramente più importante la pressione sistolica o massima: questo perché è proprio in caso di pressione massima alta (ipertensione) che si è più esposti al rischio di gravi malattie quali infarti e ictus. Allo stesso tempo, anche valori al di sotto del normale sono potenzialmente pericolosi per la salute: si parla in quel caso di ipotensione, una patologia che può dare luogo a senso di vertigini, svenimenti e spossatezza.

È dunque fondamentale misurare la pressione periodicamente, possibilmente a intervalli regolari e soprattutto alla stessa ora, così da avere un trend da mostrare poi al proprio medico curante in caso di valori anormali. Sono considerati valori nella norma quelli compresi tra 110 e 140 di massima e tra 70 e 90 di minima, anche se alcuni fattori possono influenzare il risultato: dieta, attività sportiva, genetica, stile di vita e qualità e quantità del sonno.

Come misurare la pressione arteriosa

Un primo metodo per misurare la pressione arteriosa è quello in via diretta: viene inserito un piccolo tubicino di plastica (detto anche catetere) all’interno dell’arteria, collegato ad un misuratore di pressione. Si tratta di un modalità di misurazione piuttosto invasiva che infatti è utilizzata soltanto in casi particolari, ad esempio se il paziente sta affrontando un’operazione chirurgica.
Oltre a questo, esistono molti metodi che implicano l’utilizzo di uno sfigmomanometro, acquistabile sul sito dispositivi-medici.it che può essere a mercurio, aneroide o elettronico.

Lo sfigmomanometro è un manicotto alle cui estremità è collegata da una parte un piccola pompa e dell’altra un manometro a colonna di mercurio. L’operatore sanitario deve avere anche un fonendoscopio, con il quale ascolterà la pulsazioni dell’arteria radiale (premendo dunque all’altezza del polso); il fonendoscopio è posizionato sul manicotto, il quale solitamente è munito di un’apposita freccia che indica l’esatta collocazione del fonendoscopio.

A questo punto occorre premere la pompa così da far arrivare aria al manicotto, il quale si gonfierà aderendo perfettamente al braccio fino a che non sarà più possibile captare le pulsazioni dell’arteria radiale; si continua dunque a gonfiare ancora per 20mmHg e poi, premendo un’apposita valvola inserita nella pompa, si comincia a far uscire l’aria lentamente.
A un certo punto si sentirà un primo rumore, chiaro e forte, che corrisponde alla pressione sistolica (o massima), seguito poi da un secondo rumore prodotto continuando a ridurre la pressione, che equivale alla pressione diastolica (o minima).

Ad oggi sono disponibili altri apparecchi simili a questo, che però sono del tutto automatici e necessitano unicamente di essere avviati premendo un semplice bottone. Il manicotto automatico si avvolge attorno al polso, si preme un tasto che fa aderire perfettamente l’apparecchio e poi si attende fino alla comparsa dei valori. Questo apparecchio è molto semplice da utilizzare e permette di misurare la pressione senza l’aiuto del personale sanitario. Durante la misurazione è opportuno rimanere fermi e non parlare. Sarebbe poi sconsigliata l’assunzione di nicotina o caffeina che può produrre risultati sfalsati.