La rivoluzione dei chatbot: tutti i vantaggi del marketing su Messenger

Il marketing ha bisogno di innovarsi completamente, tanto più se stiamo parlando di quello digitale, e per farlo utilizza strategie e tecniche sempre più raffinate. Al giorno d’oggi uno degli esempi più lampanti è rappresentato dai chatbot, software sviluppati per agire con gli utenti in maniera automatica via chat, appunto, attraverso le principali app di messaggistica istantanea.

Sembra provenire dal futuro, ma è veramente una rivoluzione?

Breve storia dei chatbot

 

Negli anni ’50 Alan Turing si chiedeva già se le macchine potessero pensare, ma non è passato poi tanto prima che qualcuno iniziasse a rispondere alla sua domanda: nel 1966 nasce Eliza, un programma crato da Weizenbaum che simulava il comportamento di uno psicoterapeuta trasformando gli input degli utenti in espressioni tipiche del mestiere, ricreando una vera e propria conversazione.

Passando per Clippy, la famosa graffetta che popolava Microsoft Office già nella versione del 1997 per facilitare gli utenti in piccole operazioni quotidiane, si arriva a chatbot più simili a quelli che interessano questo articolo nel 2011, quando Apple lancia Siri sul suo iPhone 4s. Seguiranno a ruota Google con il suo Assistant, Cortana di Microsoft e Amazon con Alexa e poi pian piano i chatbot faranno capolino nei servizi di messaggistica di Facebook, Telegram e Slack.

Come hanno fatto degli strumenti pensati per l’assistenza a trasformarsi nella chiave di volta del digital marketing? Perché è cruciale che un’azienda moderna si affidi a questi strumenti?

Vediamo dunque quali sono tutti i vantaggi di creare un chatbot su Messenger, l’applicazione di Facebook dedicata alla messaggistica.

Chatbot: destinazione successo

 

Sia per il numero di utenti iscritti al social network di Mark Zuckerberg (circa 1.3 miliardi di persone nel mondo) che per la maggiore interazione con questo strumento rispetto a una più classica newsletter fornita via email (si stima che il tasso di apertura di una chat sia del 90% a differenza del 19% calcolato per la posta elettronica), fare Messenger marketing potrebbe rappresentare la differenza tra il fallimento e un successo senza precedenti. Solo la legge dei grandi numeri dovrebbe bastare a convincere chiunque della bontà di questo strumento.

Se non dovesse essere sufficiente, un’altra grande differenza rispetto al marketing condotto tramite posta elettronica è rappresentata dalla possibilità di interazione: la facoltà di rispondere a qualcuno fa sentire l’utente coinvolto e le probabilità di fidelizzarlo e trasformarlo in cliente si alzano notevolmente. Con i passi avanti condotti dalla tecnologia, inoltre, la conversazione somiglia sempre di più a quella che si avrebbe con un operatore umano, comunque disponibile a intervenire se il problema posto al robot risultasse troppo complesso.

Un altro vantaggio competitivo di questo tipo di marketing, soprattutto a livello nazionale, è rappresentato dalla novità dello strumento. La competizione è relativamente ridotta e gli utenti sono ancora incuriositi da questa particolare interazione: è il momento giusto per presentare prodotti, servizi e promozioni a chiunque voglia fare quattro chiacchiere con il nostro chatbot.

Non va ovviamente sottovalutato il fattore temporale: un bot può chattare contemporaneamente con una quantità di clienti esponenzialmente più grande di quanto non potrebbe fare un essere umano, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 senza limitazioni.

Mentre fa tutto ciò consente all’azienda anche di profilare la propria clientela in base alle risposte fornite. Questo permetterà di adattare promozione e servizi offerti a seconda di una serie di parametri quali genere, età, interessi e localizzazione.

Facebook Messenger è la chiave per ottenere risposte immediate dai clienti, che vuol dire raggiungerli e al contempo profilarli, adattarsi ai loro interessi e dunque avere maggiori probabilità di convincerli. Cosa altro serve per persuadere qualsiasi azienda che la strada verso il successo inizia da un chatbot?