Recessione anche per la Germania. Il Pil tedesco crolla nel primo trimestre

Quanto sia grave la crisi economica innescata dal coronavirus, lo dimostrano i dati sul PIL che mandano ufficialmente in recessione anche la Germania. Lo stesso era già accaduto in precedenza a Italia, Spagna e Francia.

Crolla il PIL, Germania in recessione

Questa mattina Destat – istituto di statistica tedesco – ha reso noto che il Pil del primo trimestre è crollato del 2,2% rispetto al trimestre conclusivo del 2019 e dell’1,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. Per la Germania si tratta del calo più sostanzioso dalla crisi economico-finanziaria del 2009 (all’epoca arrivò a -4,7%). Inoltre è stato rivisto anche il dato riguardante il PIL del quarto trimestre 2019, al ribasso (-0,1%). Proprio questo ha fatto scattare ufficialmente la recessione tecnica.

Preoccupazione per il futuro

Va anche aggiunto che il dato tedesco risulta ancora più preoccupante, se si pensa che le misure di lockdown sono scattate solo a metà marzo. Quindi la recessione si è concretizzata in appena due settimane. I dati futuri si preannunciano quindi anche peggiori, visto che l’intero mese di aprile è stato all’insegna dello stop alle industrie. Siccome proprio la Germania ha fatto da apripista a un graduale ritorno alla normalità, gli investitori guardando con attenzione ai sui dati sul Covid-19, che purtroppo sono di nuovo in crescita.

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I dati del resto d’Europa

Se la Germania piange, il resto dell’Europa non ride. Negli ultimi giorni infatti, i dati delle maggiori economie europee hanno evidenziato contrazioni molto forti, spingendole in recessione. Si va dal 5,8% della Francia al 4,7% dell’Italia, passando per il 5,2% della Spagna. Anche per l’intera Eurozona il Pil trimestrale è negativo. Contrazione del 3,8%, in linea con le aspettative. Il dato anno su anno mette in luce una contrazione del 3,2%, rispetto al 3,3% registrato nei primi tre mesi del 2019 – il crollo peggiore dal 1995.

La reazione dei mercati

Malgrado i dati molto negativi, le Borse europee non hanno avuto crolli, ed anzi c’è chi è salito. Paradossalmente, proprio la borsa tedesca. Il DAX30 infatti ha guadagnato oltre un punto percentuale disegnando una candela shooting star pattern. L’indice tedesco ha beneficiato del rally del comparto bancario di ieri su Wall Street, ma anche dei buoni dati macro in arrivo dalla Cina (produzione industriale +3,9%).