Le cellule staminali arrivano anche per la gonartrosi.

Evidenze scientifiche ne attestano i benefici.

La gonartrosi

La gonartrosi è una malattia degenerativa causata da un’alterazione del turn-over cellulare in favore dell’apoptosi (ossia della morte delle cellule). In condizioni normali, infatti, in ogni distretto anatomico c’è un costante ricambio delle cellule vecchie con quelle nuove: quando questo equilibrio è interrotto in favore della morte cellulare, in questo caso delle cellule cartilaginee, si verifica l’artrosi. Ci sono diverse sostanze che cercano di rallentare questo meccanismo (ad esempio il cortisone, l’acido ialuronico ed il plasma ricco di piastrine-PRP) ma nessuna è in grado di interromperlo. Solo le cellule staminali hanno dimostrato di riequilibrare il turno-over delle cellule cartilaginee e favorirne la rigenerazione. I meccanismi di azione sono fondamentalmente 2: uno meccanico, di tipo lubrificante, simile a quello dell’acido ialuronico; uno antiapoptotico, tramite il rilascio di citochine e fattori di crescita che riequilibrano l’omeostasi ed il turn-over cellulare.

Tecnica di prelievo delle cellule staminali

Le cellule staminali possono essere prelevate da diversi distretti del nostro corpo: il tessuto ombelicale, il midollo osseo ed il tessuto adiposo. Quest’ultimo è per ovvi motivi la fonte di più facile e rapido accesso: si parla così di cellule staminali autologhe prelevate dal grasso. Le sedi più utilizzate sono l’addome e le cosce. Una volta eseguito il prelievo, il tessuto viene inserito in un circuito chiuso e centrifugato meccanicamente, per separare il tessuto fibroso e le cellule adipose staminali, che poi vengono direttamente iniettate all’interno dell’articolazione. L’infiltrazione può anche essere accompagnata ad altre procedure chirurgiche, come meniscectomie o microperforazioni della cartilagine, secondo le necessità del caso in esame. Ovviamente anche altre articolazioni possono essere trattate con cellule staminali prelevate dal tessuto adiposo, come l’anca (in questo caso però deve essere eseguita sotto controllo ecografico), le caviglie o le spalle. Diversi studi scientifici ne dimostrano l’efficacia e superiorità rispetto alle tecniche tradizionali con acido ialuronico e PRP (Hong Z, Chen J, Zhang S et al. Intra-articular injection of autologous adipose-derived stromal vascular fractions for knee osteoarthritis: a double-blind randomized self-controlled trial. Int Orthop. 2019 May;43(5):1123-1134).

 

Dopo l’intervento

Il paziente sarà dimesso il giorno successivo con un bendaggio elastico addominale che dovrà mantenere per 15 giorni; dovrà stare a riposo per 7 giorni, utilizzare delle stampelle ed iniziare un ciclo di fisioterapia. Il rientro alla vita normale dipende da quali trattamenti chirurgici aggiuntivi sono stati eseguiti. Al contrario delle infiltrazioni con cortisone e acido ialuronico, in questo caso i benefici non sono immediati, e questo deve essere spiegato ai pazienti. Il trattamento  può essere ripetuto dopo un periodo variabile da 1 a 2 anni a seconda dei benefici riferiti dal paziente.

artrosiginocchioanca.it

Dr. Biazzo Alessio, specialista in chirurgia protesica mininvasiva di ginocchio e anca