Marco Melega l’imprenditore. Barterforgood, Crevit, BexB.

L’imprenditore Marco Melega che indossa la t-shirt con il logo Crevit, la sua moneta complementare lanciata nel 2014.

Di Marco Melega, imprenditore bresciano di 48 anni, si leggono sul web notizie contrastanti.

In questi giorni di #coronavirus, sta suscitando molto interesse l’iniziativa barterforgood.com tramite la quale le aziende italiane interessate a sostenere la lotta contro il Covid-19, possono effettuare donazioni in natura di merci altrimenti oggetto di svalutazione o smaltimento.

Una proposta che regala alle aziende ben tre vantaggi. Donare ciò che altrimenti si deve svalutare o smaltire regala benefici fiscali, fa del bene all’Italia e soprattutto all’ambiente. Quest’ultimo infatti verrebbe risparmiato dall’ inevitabile inquinamento provocato dallo smaltimento di tali oggetti.

Un progetto di cui è impossibile non constatare la bontà e che merita i giusti approfondimenti.

D: Prima di raccontarci le logiche ed i risultati di questi primi giorni di barterforgood.com. mi incuriosisce sapere che fine ha fatto CREVIT, la moneta complementare di cui si legge tanto sul web e che è stata fonte di accesi dibattiti e critiche. Per questa nuova iniziativa ha preso spunti da CREVIT?

R: Sta toccando un tasto molto sensibile. CREVIT è stata per me sia fonte di soddisfazioni, che un’immensa sorgente di problematiche che mi hanno portato a dover affrontare sacrifici economici e personali davvero straordinari. Lanciata a Luglio 2014 dopo pochi mesi aveva totalizzato svariate migliaia di conti aperti e decine di milioni di euro di transazioni.

La scelta del fornitore informatico sbagliato, una multinazionale che non riuscì a consegnare per tempo un’importante evoluzione che avrebbe garantito lo sviluppo della piattaforma e la tutela degli interessi degli aderenti, mi impose di effettuare l’acquisizione di BEXB S.p.a., storica azienda di corporate barter che governava un circuito molto simile ed in concorrenza con Crevit. In BexB spa nel 2016 conferii il circuito Crevit che ancora oggi vive nella piena tutela degli aderenti iniziali, sebbene utilizzando la moneta complemenatre EuroBexB. E’ sopravvissuto anche l’isologo di Crevit. In questo momento sotto il mio maglione indosso una t-shirt con la famosa “C”, che è stata applicata in modo vincente alla grafica del marchio BEXB.

Come dichiarai durante un’intervista nel Luglio 2019 con Sergio Luciano per Economymag nel 2018 BEXB Spa ha effettuato nel proprio circuito (di cui fanno parte ad oggi oltre 4.000 imprese – ndr), oltre 45.000 transazioni per un complessivo di circa 170 MILIONI di Euro. Un volume di affari reso possibile solo con la nostra moneta complementare. Si tratta di un primato assoluto in Italia.

barterforgood.com beneficia sicuramente di questo importante retaggio.

D: Complimenti. Devo confessare che non conoscevo la realtà BexB Spa.  La sua perseveranza, nonostante la chiara diffidenza della stampa, le ha consentito di raggiungere un traguardo notevole. Riveste qualche carica nel CDA di BEXB?

R: La stampa, si sa, è usa ai sensazionalismi per suscitare polemiche ed attrarre l’attenzione dei lettori. Devo confessare che non ho mai dato troppo peso alle opinioni dei vari giornalisti ed haters. Forse sbagliando. In ogni caso ho preferito concentrarmi sulle mie convinzioni e sui miei progetti. I risultati di BEXB Spa non sono che una goccia nel mare dell’economia italiana e posso considerarli un’inizio e non un traguardo.

Per precisione, BEXB Spa è una società di cui detengo la maggioranza relativa tramite la mia holding. La società è dotata di una propria dirigenza, di un proprio consiglio di amministrazione, indipendente dalle mie influenze.

Ora io sono concentrato ad utilizzare la competenza accumulata e lo strumento della moneta complementare per sviluppare il mio gruppo anche in altri ambiti, oltre naturalmente all’attenzione che riservo per l’iniziativa barterforgood.com.

D: Torniamo a barterforgood.com. Risultati e progettualità.

R: Il progetto è freschissimo ma sta già dimostrando i primi importanti risultati. In soli due giorni abbiamo raccolto disponibilità da parte di aziende a donare merci per un controvalore di circa 750.000 euro. Vorrei precisare che tale valore è una cifra dichiarata dai potenziali donatori. Prudenzialmente posso stimare che si possa realizzare da queste donazioni una somma pari a circa il 20/25% del valore dichiarato.

Ora siamo concentrati alla selezione delle strutture beneficiarie delle donazioni, che chiaramente devono essere no-profit e strategiche nella gestione dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19.

Per il futuro ho già qualche idea, ma per ora preferisco concentrarmi sul presente massimizzando l’efficienza ed il contributo che può dare barterforgood.com alla nostra Italia.

D: Una domanda scomoda la devo fare. Ho letto sul web di un’indagine giudiziaria nel 2019 in cui è stato coinvolto insieme ad altre persone. Le va di parlarmene?

R: E’una vicenda che come può immaginare mi ha profondamente turbato, ma che ho voluto affrontare con la tenacia e la determinazione che mi hanno sempre contraddistinto, traendone preziosissimi insegnamenti e spunti per il futuro. Sin dall’inizio ho dichiarato agli inquirenti la mia estraneità ai fatti, pur avendo avuto rapporti commerciali con le società indagate. In ogni caso ho piena fiducia nella giustizia, che farà il suo corso.