Qual è lo stato delle cose che riguardano l’indipendentismo nel 2020?

Nulla di meglio che leggere il rapporto che è stato presentato da Giovanni Caporaso Gottlieb, il Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite non rappresentate, per comprendere la situazione dell’indipendenza nei diversi continenti nel 2020. Il massimo rappresentante dell’UUN, infatti, in maniera dettagliata e assolutamente esaustiva, ha illustrato lo stato delle cose che riguardano l’indipendentismo nel 2020.

Se da un lato, a novembre del 2019, si è vissuto nel Principato di Seborga un importante momento storico con l’elezione di Nina Menegatto come Principessa di Seborga, la prima donna chiamata ad occupare questo delicato incarico di questa micro-nazione, dall’altro lato in Catalogna, regione che, sostanzialmente, ha dato nuovo impulso ai vari moti indipendentisti in Europa, le questioni sono ancora tutte da definire. Proprio per soddisfare quelle che sono le proprie rivendicazioni, UUN suggerisce ai vari movimenti di farsi maggiormente promotori.

Nazioni Unite Non Rappresentate UUN

A tal proposito, il Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite non rappresentate, invita ad essere maggiormente attivi al fine di poter far conoscere, anche attraverso l’utilizzo delle numerose piattaforme di social network digitali, le varie realtà. Oltre a ciò, ha messo in evidenza, nella presentazione del rapporto annuale sulla situazione dell’indipendenza nei diversi continenti nel 2020, quanto sia fondamentalmente importante che i vari movimenti si vadano ad unire all’UUN, proprio per poter avere una maggior voce a livello internazionale.

Il rapporto annuale sulla situazione dell’indipendenza nei diversi continenti nel 2020, inoltre, evidenzia, tra l’altro, come sia particolarmente alta la tensione in Yemen, in Papua Nuova Guinea, così come nel Jammu e Kashmir, senza, poi dimenticare il Continente africano. Come spesso accaduto nel recente passato, in Africa le spinte separatiste si concretizzano in nuove guerre civili, con la consequenziale esplosione di sanguinose repressioni.

Un recente esempio della drammatica situazione, lo fornisce quanto avvenuto e sta avvenendo, in Camerun, ove vi è la questione della Ambazonia regione anglofona. Una questione che, tra l’altro, ha coinvolto direttamente la Nigeria, paese nel quale vi è in atto la lotta indipendentista da parte del Biafra. Se Zanzibar non accetta l’annessione alla Tanzania, altri focolai aperti in Africa sono Kasai e Katanga, nella Repubblica Democratica del Congo, quello Somaliland che, pur essendo parte della Somalia, non ha da tempo alcun rapporto con Mogadiscio.

Anche in Etiopia le locali etnie chiedono una autonomia maggiore. Il rapporto che è stato presentato da Giovanni Caporaso Gottlieb, il Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite non rappresentate, illustra che varie aree oltreoceano sono coinvolte da forti spinte indipendentiste.

Alberta e Quebec, in Canada, Chiapas che lotta per l’indipendenza dal Messico. Inoltre, sono ricordati i movimenti autonomisti gli Stati Uniti che vedono particolarmente attivi Texas e California, così come Porto Rico. In Italia, il principato di Seborga preannuncia il suo ricorso alla giustizia europea per ottenere l’indipendenza, come pure Alto Adige, Trieste, Sicilia e Sardegna sono fortemente attraversati da questo spirito indipendentista. UUN, oltre a ciò, ha ricordato la situazione che riguarda Abkhazia, la Repubblica Moldava Pridnestroviana e l’Ossezia meridionale.

Nell’ultimo anno, anche in Oceania vi sono problemi con la regione autonoma di Bougainville. Non per nulla, andando a concludere, questa piccola isola di neppure diecimila metri quadrati che si trova nell’arcipelago meridionale della Melanesia, potrebbe essere, perciò, il paese più giovane del mondo.

Fonte: https://www.unrepresentedunitednations.org/it/blog/uun-notizie/relazione-annuale-sul-indipendentismo-nel-2020