Sviluppo del Flamenco negli anni 70 in Spagna e Italia

La corrente musicale dell’arte gitana per eccellenza nasce come musica di accompagnamento, il Flamenco acquisterà valore artistico incontrastato solo dopo la seconda guerra mondiale, in questo clima di riappacificazione globale, il Flamenco prende un’importanza artistica davvero profonda, soprattutto a partire dagli anni 70′ in Spagna e nel resto d’Europa, specialmente in Italia.

In questi tempi sono conosciuti maggiormente i performers di danza e di musica, rispetto ai compositori e cantanti, che lavorano invece in secondo piano.

Uno degli elementi che muterà, si contaminerà e sarà fonte soprattutto di dibattiti tra puristi e rivoluzionari, è quello riguardante gli strumenti musicali utilizzati per la musica del Flamenco e della relativa scelta dei nuovi ritmi innovativi.

Cosa che non tutti sanno, ad esempio, è che la chitarra classica spagnola, riceve un importanza di maggior rilievo solo durante l’ultimo secolo della lunga vita travagliata e nomade del Flamenco.

Per ulteriori informazioni sulla cultura, sulla storia e sul ballo del Flamenco, visitate il sito di questa ottima scuola di flamenco di Milano.

Stesse controversie succederanno per quanto riguarda la continua metamorfosi ed innovazione di: costumi, scenografie, stili delle interpretazioni, ed altro ancora, tutto ciò che costituiva il Flamenco degli ultimi 50 anni era fonte di continuo dibattito sia per la critica ma anche tra tutti gli artisti della corrente spagnola.

Dopotutto il Flamenco resterà in eterno un fenomeno molto complesso, proprio per questo è stato scelto nel tempo, di non dare troppo “peso espressivo” alle traduzioni dei suoi testi, in particolar modo perché all’interno di questa grande cultura gitana, una traduzione diretta dei contenuti, in alcuni casi, risulta avere poco o alcun senso.

I testi sono infatti ricchi di interpretazione ed espressività tipiche della cultura e dell’arte popolare andalusa e gitana, talvolta anche improvvisata, ma sempre ricca di sentimento.

In poche parole, sarebbe opportuno leggere un contenuto di un brano musicale direttamente in lingua madre spagnola, anche se non lo si capisce, essendo comunque una lingua di radice latina, sotto certi aspetti simile all’italiano, potrà essere carpito così maggiormente, il vero senso dell’opera musicale.

La storia e la struttura artistica del Flamenco

La storia spirituale ed estetica del Flamenco è vasta, soggettivamente interpretabile, non possiede un significato univoco, proprio come la sua arte; pertanto il giudizio finale di ogni singola opera (che sia un ballo o un brano), deve essere filtrata da un’opinione molto personale.

Non esiste dunque per questa centenaria corrente artistica di ballo, canto e musica gitani, un aspetto assoluto, una regola di giudizio, nel Flamenco come in ogni tipo di arte, non esiste un modello da seguire.

La cultura e l’arte del Flamenco è proprio come il suo ballo, selvaggio, passionale ma soprattutto libero!…

Uno degli anni più cruciali della diffusione spagnola del Flamenco fu il 1975, anno in cui il chitarrista e compositore Paco De Lucìa, divenne famoso grazie alle sue opere musicali flamenche.

Tutto ciò grazie in particolar modo ad uno dei suoi brani più frettolosamente completati: La “Rumba” (causa data di consegna imminente di uno dei suoi primi album: Fuente y Caudal).

Questo brano occupò il primo posto delle Hit Parade commerciali spagnole dell’epoca, restandoci per differente tempo.

Fu grazie a brani audaci come quello appena descritto, che finalmente la musica spagnola del Flamenco, inizia a farsi capire ed accettare dal grande pubblico, ma soprattutto a contagiarlo, il quale intuisce una volta per sempre che questa musica oltre ad essere unica, spettacolare e bella, costituisce e mette la chitarra classica al centro dell’attenzione, come protagonista della musica e del ballo del Flamenco.