Programmatic advertising: cos’è e come funziona

Il mondo della comunicazione si evolve alla velocità della luce. Non si fa più marketing come una volta e di conseguenza non si fa più pubblicità come una volta. Si sta sempre più perdendo quella classica pubblicità che una volta era l’anima del commercio. Sicuramente questo è ancora vero, ma i termini sono cambiati:  la programmatic ads è l’anima dell’ e-commerce. Infatti le pubblicità su Google sono per noi quello che nel passato volantini, locandine, manifesti, pubblicità sui giornali, le Pagine Gialle, gli spot radiofonici e televisivi e il porta a porta. Con il termine Programmatic Advertising ci si riferisce tipicamente al macro-insieme di attività che comportano l’utilizzo di piattaforme e software per l’acquisto automatizzato di spazi media digitali attraverso Ad Exchanges che mettono in comunicazione buyer e seller. Il vero vantaggio della programmatic Ads sta proprio nella multicanalità: considerare una moltitudine di canali di acquisizione per garantire la necessaria continuità all’attività di marketing è un elemento imprescindibile per il raggiungimento di un solido vantaggio competitivo e una condizione fondamentale per la gestione dei rischi di impresa. E’ qui che entrano in gioco le campagne pubblicitarie a pagamento, che permettono il raggiungimento di un giusto mix di canali e offrono soluzioni personalizzate per ogni azienda che desideri ampliare il proprio pool di clienti.

 

Come programmare una campagna pubblicitaria online

Ciò che distingue la Programmatic advertising  da qualsiasi altra forma pubblicitaria che si riferisce ad un pubblico generico e con metodi di successo puramente aleatori è l’automatizzazione e l’ottimizzazione dell’acquisto di unità pubblicitarie al fine di inviare il messaggio giusto, al momento giusto e a precisi segmenti di audience individuati mediante un’attenta opera di targettizzazione.  Questo metodo, sperimentato per la prima volta nell’ottobre 1994 tramite il primo banner pubblicitario pubblicato su HotWired.com su commissione della compagnia telefonica statunitense AT&T,  funziona proprio grazie ad un sowftware specializzato nell’acquisto di forme pubblicitarie digitali, ad esempio banners e altre tipologie di annunci display i quali acquistano spazi pubblicitari su siti online appartenenti al proprio network e lo rivendono agli inserzionisti, fungendo da intermediario fra offerta e domanda di slots pubblicitari online.  Il concetto alla base è molto semplice: gestire in maniera intelligente – o meglio, programmatica – l’incontro fra chi ha la necessità di  monetizzare il proprio sito, generatore di traffico, offrendo spazi pubblicitari e chi, rivenditore, è alla continua ricerca di nuovi spazi dove poter mostrare le proprie campagne pubblicitarie in maniera efficiente, ottimizzando il proprio investimento.

 

Perché la Programmatic Ads e non Adwords o Facebook Ads

 

Il motivo per cui la Programmatic Advertising funziona e funziona più efficacemente di altri tipi di advertising monocanale come ad esempio Google Adwords, Facebook Ads e Instagram Ads è in primo luogo, la personalizzazione e la precisione che garantisce in termini di target, grazie all’utilizzo di una vastissima mole di dati; in secondo luogo, l’ottimizzazione avviene real time in quanto non solo i contenuti sono mostrati solamente a chi realmente – o potenzialmente – ha interesse nei confronti dell’articolo o del servizio in questione, ma nel momento esatto in cui manifesta tale interesse. In altre parole, parliamo di diversificazione del rischio: più sono i canali che producono lead qualificati e acquisiscono clienti, minori sono i rischi per l’azienda. Da non sottovalutare, inoltre, è la possibilità che questo genere di canale determini un maggior ritorno di investimento rispetto ad uno degli altri canali.

Il secondo grande vantaggio della Programmatic Ads è la possibilità di scegliere con grande precisione il target di utenti che vedranno la propria pubblicità. E’ possibile infatti scegliere la tipologia di siti sulla quale apparirà, il luogo geografico, gli orari, la distribuzione del budget, le keywords, la tipologia di utenti e molto altro ancora