Linguaggio Dei Ciechi, Un Metodo Speciale Per Non Isolare I Disabilità

Quanto è importante apprendere il linguaggio dei ciechi per chi non ha la capacità di vedere? Il linguaggio dei ciechi più diffuso è senza ombra di dubbio il braille. Si tratta di un codice che è costituito da sei puntini che in combinazione tra loro, danno luogo a suoni e lettere differenti. E’ uno strumento convenzionale che serve per la comunicazione dei non vedenti e che rappresenta il vero linguaggio dei ciechi che lo utilizzano, sia per parlare, che anche per leggere. La scrittura Braille è un’invenzione rivoluzionaria che ha cambiato per sempre, nel corso degli anni, quello che è il modo di rapportarsi delle persone che hanno questo tipo di disabilità.

Il Linguaggio Dei Ciechi, Il Braille

Il braille è un codice fatto da 6 puntini che insieme, creano delle combinazioni di lettere differenti e suoni diversi. L’invenzione del Braille si rifà al francese Louis Braille che nel 1800 ha dato questa possibilità alle persone non vedenti di poter imparare a scrivere e a leggere, proprio come le persone normodotate. Questo sistema sembra semplice, ma in realtà vi è la necessità di apprenderlo bene per cercare di capire lo schema e uscire dall’isolamento in cui molte persone non vedenti rischiano di finire. Nel 1809 a Parigi, Louis Braille inventò questo sistema quando proprio lui perse la vista a entrambi gli occhi a causa di un incidente che era avvenuto nell’officina di suo padre. Braille a 10 anni entrò a far parte dell’Istituto dei ciechi di Parigi che era stato fondato nel 1786 e i cui esperti sfruttarono questa abilità pratica, che dava la possibilità a formar questo codice di linguaggio tutt’ora utilizzato. Oltre a questo metodo, già nell’Istituto ciechi di Parigi nella fine del 700, veniva diffuso anche il metodo Haüy. Il metodo Haüy consiste nella lettura che viene effettuata sfruttando il senso del tatto. Le lettere sono stampate in rilievo e venivano realizzate con il filo di rame sul lato della carta in modo tale che si potesse formare il rilievo sul lato opposto. Questo metodo però aveva il limite di non dare la possibilità di insegnare ai non vedenti a scrivere. Nel 1800, proprio inizio secolo, Charles Barbier, idealizzò invece, un altro sistema: quello appunto chiamato metodo Barbier.

Il Linguaggio Dei Ciechi, Il Metodo Barbier

Il metodo Barbier è un tipo di scrittura notturna ed è un sistema che veniva anche sfruttato dai soldati per comunicare tra loro quando non vi era l’illuminazione ed era notte fonda. Questa scrittura viene effettuata attraverso un codice tattile di tipo rudimentale. Le parole in pratica venivano riprodotte in base ai sogni e non tenendo conto della struttura di tipo alfabetico. Veniva utilizzato un sistema realizzato in 12 punti di rilievo che venivano combinate tra loro per formare determinate parole. In pratica, si tratta del metodo rudimentale che poi ha dato luogo al braille.

Il Linguaggio Dei Ciechi, Come Funziona Il Metodo Braille

Il metodo braille funziona su un codice etico fatto da sei puntini che vengono posizionati in un rettangolo che corrisponde al polpastrello del dito indice. Questo sistema permette di combinare i punti in 64 modi diversi, in modo tale da far emergere lettere, funzioni, simboli matematici, chimici, musicali, informatici e anche i numeri. Il braille viene usato in tutti i paesi del mondo e può essere strutturato in base alle diverse tipologie di lingue. Infatti, sia lo Zulù che l’albanese, come l’inglese, il francese, le lingue più comuni, utilizzano per chi è non vedente questo sistema. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il braille viene utilizzato da 285 milioni di persone ogni giorno che hanno difficoltà di tipo visivo.