Comparto bioagricolo e impresa sociale: un convegno a Palermo presso il Castello di Maredolce

I temi dell’agricoltura sociale e della bioagricoltura al centro del convegno che si terrà a Palermo oggi martedì 18 giugno, presso gli spazi del Castello di Maredolce, in vicolo del Castellaccio 21/23 a Brancaccio a partire dalle 18:00.

La tavola rotonda, dal titolo “L’agricoltura  sociale e l’impegno dell’ESA per lo sviluppo socio – economico della Regione” , affronterà il tema della dimensione sociale dell’agricoltura attraverso il confronto e il contributo di esperti del settore, che esploreranno e approfondiranno l’ampio spettro di collaborazione e integrazione tra il comparto bioagricolo e l’impresa sociale che caratterizza tutta l’Italia, con particolare attenzione rivolta alla Sicilia, secondo modelli e modalità ormai sperimentati e consolidati.

Un tema, quello delle attività agro-sociali, dalle mille sfaccettature, inclusivo di istanze quali il rispetto ambientale attraverso pratiche di coltivazione ecosostenibili, l’introduzione di colture con bassi consumi di acqua e utilizzo del suolo ma anche il sostegno a categorie svantaggiate della popolazione o a gruppi comunitari circoscritti quali comunità di recupero, di migranti richiedenti asilo o, ancora, supporto alle famiglie a basso reddito con consumi a costi equi e solidali.

I lavori, moderati dalla giornalista Marianna La Barbera, si apriranno con i saluti istituzionali degli assessori regionali Edy Bandiera e Antonio Scavone, rispettivamente titolari dell’Agricoltura e della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, del presidente del Consorzio Co.Ri.S.S.I.A. Claudio Leto, del sindaco di Roccamena Giuseppe Palmeri e di Roberto Cassata, responsabile delle relazioni con il territorio di UniCredit; prevista inoltre la presenza dei tre dirigenti generali della Regione Siciliana Dario Cartabellotta (Agricoltura) Mario Candore (Sviluppo rurale e territorio)  e Maria Letizia di Liberti (Famiglia).

L’evento, aperto al pubblico, proseguirà con gli interventi programmati di Calogero Sardo, componente del consiglio d’amministrazione dell’Ente Sviluppo Agricolo, che ne illustrerà il ruolo strategico per il sostegno e la diffusione delle pratiche di agricoltura sociale, del presidente di Un.I.Coop. Sicilia Felice Coppolino, che relazionerà in merito alla cooperazione a sostegno dell’agricoltura sociale e di Salvatore Cacciola, presidente della Rete Fattorie sociali Sicilia, che analizzerà l’esperienza di punta nel territorio regionale: seguirà Lina Bellanca, sovrintendente dei Beni Culturali, con un contributo sul tema della valorizzazione delle aree verdi nei siti storico – monumentali.

Luciano D’Angelo, presidente della cooperativa So.Svi.Le. (Solidarietà, Sviluppo e Legalità)  presenterà i risultati del progetto “Dalla semina al pane. Nuove opportunità di sviluppo sociale” , sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e promosso, oltre che dalla stessa coop, dall’ESA, dal Comune di Roccamena e dal Consorzio di Ricerca per lo Sviluppo di Sistemi Innovativi Agroambientali.

Il progetto ha perseguito l’obiettivo di valorizzare un bene pubblico situato in contrada Castellana a Monreale, facilitarne l’accessibilità e la fruizione, favorendo la promozione dell’occupazione sociale giovanile e ha previsto la ristrutturazione di un bene confiscato alla mafia e trasformato in forno rurale per la chiusura della filiera cerealicola.

All’interno della struttura confiscata a Bennardo Bommarito, mafioso affiliato alla cosca di San Giuseppe Jato, oggi adibita a forno, verranno impiegate tre unità di lavoro giovani, tra le quali due donne.

L’attività artigianale rurale per la trasformazione di cerali antichi locali e altre varietà cerealicole ha una capacità produttiva di 300 Kg di sfarinati per step giornaliero: l’inizio della produzione è previsto a partire dal prossimo luglio 2019.

Il progetto è  inoltre stato caratterizzato da una fase di accompagnamento di ragazze e ragazzi – tra essi, anche migranti ospiti dello SPRAR di Roccamena  all’acquisizione di conoscenze teoriche e pratiche per l’attività di lavorazione delle farine di cerali,  per la produzione di pane tradizionale di Monreale e di dolci e salati da forno, tipici della tradizione locale dell’Alto Belìce – corleonese.

I lavori proseguiranno dunque con gli interventi “BioLab. Coltiviamo integrazione” di Luigi Rotondo, presidente dell’associazione “Coltivare Bio Naturale” e “L’esperienza di agricoltura sociale a Campo Carboj” a cura di Nino Sutera, funzionario ESA e responsabile dell’azienda sperimentale Campo Carboj.

Le conclusioni saranno affidate a Fabio Marino, Vito Sinatra e Giosuè Catania, rispettivamente direttore, commissario ad acta e componente del consiglio d’amministrazione.

Il convegno rappresenterà l’occasione per riflettere sul valore sociale dell’agricoltura passando in rassegna esperienze positive e pratiche replicabili: dagli interventi volti a garantire equità di reddito ai produttori ed equità di acquisto ai consumatori  – sono un esempio le pratiche dei gruppi di acquisto solidale –  all’impiego di manodopera in parte costituita da soggetti svantaggiati in una filiera produttiva di trasformazione del prodotto agro-biologico.

Tra gli argomenti trattati, anche l’incontro tra l’azienda agricola in bio e il modello delle fattorie sociali che aggiunge all’attività di produzione  anche dei servizi educativi per scolaresche e gruppi familiari, laboratori di manipolazione delle materie prime in favore di soggetti con sindrome  autistica e  cooking show in azienda rivolti a persone con disturbi alimentari per la corretta alimentazione salutista.