Dollaro sprint, toccati i massimi di 16 mesi contro l’euro

Il dollaro ha ripreso a marciare con forza, e ad inizio settimana ha sfondato al ribasso il muro di 1.13 contro l’euro, toccando i minimi di oltre un anno (per la precisione 16 mesi).

I driver della marcia del dollaro

dollaroLa spinta rialzista al biglietto verde è cominciata settimana scorsa, quando la Federal Reserve ha confermato il suo piano di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base nel mese prossimo. Inoltre ce ne potrebbero essere altri due entro la metà del 2019, dal momento che l’economia sta marciando a buon ritmo e le pressioni salariali sono crescenti. Il Dollaro inoltre approfitta della sua caratteristica di rifugio sicuro, caratteristica che ai mercati piace in una situazione – come quella attuale – in cui resta incertezza per via delle controversie commerciali USA-Cina. Gli Stati Uniti e la Cina sono ancora lontani dal raggiungere un accordo almeno per una tregua sulle dispute commerciali.

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Le incertezze in Europa

Ma il biglietto verde continua a beneficiare anche dell’inasprimento del clima d’incertezza sul dossier Brexit e sulla manovra italiana, con il governo che sembra chiudere la porta a qualsiasi passo indietro sui livelli di deficit previsti per il 2019. Circa la Brexit, la situazione registra ancora una volta due passi avanti e due passi indietro. Gran Bretagna e l’Unione Europea stanno faticosamente cercando di raggiungere un accordo dopo 16 mesi di colloqui, e sperano di raggiungere un’intesa entro fine novembre. Tuttavia, i termini dell’intesa non sembrano piacere a molti membri del Governo May, e ciò ha provocato un brusco calo della sterlina questo lunedì (sotto 1,29 dollari, segnando il calo più forte nell’ultimo mese).

Complessivamente la combinazione di un forte momentum ciclico negli Stati Uniti e dei graduali rialzi dei tassi Fed, insieme con gli sviluppi negativi all’estero, continua a incoraggiare un rafforzamento ulteriore del dollaro statunitense (occhio però ai falsi segnali medie mobili trading forex). A livello di dati macro, per gli Usa sono in calendario i report su salari, inflazione, produzione industriale e vendite al dettaglio.