VALENTE – Il blu di ieri (Recensione)

VALENTE – Il blu di ieri

(Soviet Records/Audioglobe)

 

Un deciso tuffo negli anni 80 quello che ci propone Valente con questo nuovo album. E “Il blu di ieri” non è un titolo scelto a caso. Gli anni 80 di Valente non sono di sicuro quelli della Milano da bere, quelli del synth pop becero o della dance italiana super trash. Gli anni 80 del “blu di ieri” sono un percorso “a ritroso” a scavare nello spleen di quegli anni, nella malinconia “blue” che imperversava tra le linee di basso di gente come i Cure, i Joy Division. Disco derivativo dunque? Per niente. Tanto è vero che Valente dice “cancelliamo il blu di ieri”. Musicalmente attua questa “cancellazione” teorica con un disco che sicuramente strizza l’occhio a certe sonorità eighties, ma allo stesso tempo riesce ad attualizzare il tutto con un approccio jazz spiazzante. Il basso (spesso fretless bass, alla maniera di Trevor Thorn o Mick Karn, ovvero giro post  Japan, David Sylvian, Robert Fripp etc) e il jazz garantiscono in quasi tutti i pezzi questo sganciamento deciso dalle sonorità wave, proponendoci quindi una manciata di brani molto originali e godibilissimi sin dal primo ascolto.