SINFONICO HONOLULU – Thousands Souls of Revolution (Recensione)

SINFONICO HONOLULU – Thousands Souls of Revolution (Autoproduzione)

 

Non sono i primi ad aver avuto l’idea di inventarsi un’orchestra di ukulele. The Ukulele Orchestra of Great Britain sono tra i più famosi nel mondo. Come la band inglese, Sinfonico Honolulu, in questo disco, rifanno classici del rock. Ma se la ben nota orchestra inglese ha via via esplorato sia il rock in tutti i suoi periodi, avventurandosi poi anche con generi come la classica, i “nostri” in Thousands souls of revolution si sono limitati a prendere in considerazione un periodo in particolare; gli anni 80. E allora il country, l’esotismo intrinsecamente legato allo strumento hawaaino,  diventano fulcro, asse portante di “Personal Jesus” dei Depeche Mode, “Killing Moon” di Echo & The Bunnymen, “Love Will Tear Us Apart” dei Joy Division (conosciuta sempre di più anche tra le nuove generazioni per la serie TV targata Netflix di Thirteen), e poi ancora il Johnny Rotten Dei PIL, gli Stranglers, i Cure di Faith, Ultravox, Julian Cope, per finire con un remake che è quasi meglio dell’originale di  “Oh Oh I Love Her So” dei Ramones.