PIQUED JACKS – The Living Past (Recensione)

PIQUED JACKS – The Living Past

 

Basta guardare il loro curriculum, la loro biografia, le cose che hanno fatto in passato, per capire che non siamo di fronte alla solita band che ci prova. Concerti negli States e in UK per un gruppo italiano non sono da tutti. Nemmeno farsi produrre da Micheal Beinhorn (già al lavoro con RHCP o Soundgarden) non è da tutti. Nemmeno la capacità di scavare dentro sé stessi, come fa il cantante nei brani di questo disco, e tradurli in emozioni condivisibili da tutti, è una dote che non si trova facilmente, soprattutto se poi si riversa il tutto in una lingua, l’inglese, che non è la tua forma di espressione primaria. Eppure, anche se si affidano all’inglese, il cantante dimostra una pronuncia quasi perfetta. Anche questo non è da tutti. Se a tutto ciò poi si aggiunge un sound compatto, che vaga con audacia e sicurezza tra rock, pop, funk e psichedelia, possiamo senz’altro dire che Piqued Jacks sono una band “sopra le righe”, con grandi possibilità. Gli auguriamo di debellare i pregiudizi che a volte si mettono davanti a gruppi italiani che si affacciano al mercato anglo americano, e che in Italia qualcuno se li prenda sotto la propria ala per farli suonare, visto che si dice dal vivo l’impatto sonoro sia devastante.