ELISA SANDRINI – Come un tic tac (Recensione)

ELISA SANDRINI – Come un tic tac

(Autoproduzione)

 

La musica è empatia. La musica è emozione. Questi i due concetti espressi da Elisa nelle note biografiche che accompagnano il suo disco d’esordio. Il problema è che tutti gli studi che ha fatto (piano, fisarmonica, canto) forse sono un deterrente per concetti come empatia, emozione che lei tira in ballo. Bisogna un po’ lasciarsi andare per entrare in empatia, per emozionare. Le 9 tracce di questo disco ci regalano sicuramente buoni arrangiamenti (soprattutto quelli per gli archi). Buone linee melodiche di piano (con in testa forse il successo di Ludovico Einaudi, ma non il suo stesso trasporto nel cuore). Ma tutto rimane piuttosto freddo, anestetizzato dalla indubbia capacità musicale della nuova cantautrice parmense. E allora Come un tic tac sembra diventare titolo appropriato. Un tic tac noioso e freddo come quello di un orologio. Un bell’orologio che non emoziona. Prova scottante ne è la title track. Voce impostatissima, piano accademico che strizza l’occhio al minimalismo. Niente di più, niente di meno.