Euro debole, colpa della tensione Roma-Bruxelles sui conti pubblici

Comincia con una certa debolezza la settimana dell’euro, che perde terreno nei confronti di tutte le valute principali del paniere. Si fa sentire sui mercati la situazione tesa tra Roma e Bruxelles sulla questione dei conti pubblici. La manovra economica italiana infatti porterà il deficit al 2,4% sul PIL, una mossa che la UE critica apertamente minacciando anche sanzioni.

I dati macro e l’euro

Sotto il profilo macro intanto, l‘indice finale Markit PMI manifatturiero dell’eurozona di settembre è diminuito a 53,2 punti a settembre dai 54,6 di agosto (invariato rispetto alla lettura flash). Si tratta della lettura più bassa da settembre 20euro6 e inoltre il dato è inferiore di un decimale rispetto alle attese degli analisti. Inoltre Eurostat ha comunicato che durante il mese di agosto il tasso di disoccupazione si è attestato all’ 8,1%, come si attendevano gli economisti.

L’euro-dollaro non riesce a riguadagnare quota 1.16 ed anzi perde ancora terreno. L’aumento previsto dei tassi della Fed e dati macro solidi spingono il biglietto verde, mentre in Europa c’è la situazione appena descritta che fa da freno alla valuta unica. Adottando strategie di scalping Heikin Ashi intraday si ricevono ancora segnali ribassisti per questa coppia valutaria.

Andamento dell’euro contro Jpy, Gbp, Chf

L’euro-yen resta più o meno stabile, con leggera prevalenza della valuta nipponica. L’euro-sterlina marcia anch’esso al ribasso, anche se la questione Brexit e la debolezza dei dati macro nel Regno Unito rendono anche la valuta britannica soggetta a una certa pressione. Il PIL (dati finali) aumenta del + 1,2% a 2Q’18 (vs + 1,3% previsto).

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Rispetto al Franco svizzero, l’euro perde leggermente terreno. La moneta elvetica beneficia di un aumento di domanda di beni rifugio in seguito all’instabilità generata nell’UEM per il bilancio italiano. Indicatori di attività in Svizzera migliorano le prospettive di inflazione.