Dollaro Australiano colpito ancora dalla guerra USA-Cina

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è ben lungi dal placarsi, e sta pesando come un macigno sul dollaro australiano. A mercati chiusi è giunta ieri la notizia che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, imporrà nuovi pesanti dazi doganali sui prodotti made in China. Un colpo da circa 200 miliardi di dollari.

Dollaro australiano e guerra commerciale

dollaro australianoLa notizia penalizza tutti quei paesi che hanno rapporti commerciali intensi con Pechino. E sotto questo aspetto l’Australia è fortemente colpita, visto che il suo primo partner commerciale è proprio il colosso asiatico. Essendo poi i metalli industriali il fulcro dell’export australiano, il tema dazi diventa caldissimo. Non stupisce allora il fatto che il cambio euro/dollaro australiano sia arrivato verso 1.6253, dopo avere aggiornato settimana scorsa i nuovi massimi ad oltre otto anni in prossimità di quota 1.64. Basta prendere una qualsiasi piattaforma online trading forex per vederlo.

A conti fatti, la tipica correlazione Aud/metalli industriali spiega perché il dollaro australiano sia una delle peggiori valute da inizio anno. Basta dare uno sguardo alle quotazioni di questi (-16% da inizio anno) per capire quanto l’Australia sia sensibile all’evoluzione della disputa Stati Uniti/Cina.

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Sotto il profilo di politica monetaria, la Reserve Bank of Australia di recente ha deciso di lasciare i tassi all’1,50%. La motivazione di questa “non mossa” è nel fatto che la crescita dei salari rimane bassa e che i mercati immobiliari sono rallentati a Sidney e Melbourne. Ad ogni modo, secondo i maggiori analisti il dollaro australiano continuerà ad avere come driver principale l’andamento dei metalli industriali, e di conseguenza dell’andamento della guerra commerciale Stati Uniti-Cina.

L’annuncio di nuovi dazi, la preannunciata risposta della Cina e la altrettanto preannunciata contromossa di Washington, potranno soltanto fare ancora male all’Aud.