Romeo Gestioni: Estranei alla vicenda “Affittopoli”

Avv. Alfredo Romeo

In riferimento alle indagini della Corte dei Conti sul caso “affittopoli“, da cui si desume un presunto danno erariale per il Comune di Napoli con specifico riferimento ai circoli del Tennis e Posillipo, ancora una volta si coglie l’occasione per menzionare e attaccare la società Romeo Gestioni, nonchè il suo rappresentante l’avv. Alfredo Romeo.

In merito alla vicenda la Romeo Gestioni dichiara e comprova la sua totale estraneità ai fatti menzionati, e si rileva con grande rammarico come in maniera di evidente strumentalizzazione si cerchi ancora una volta di ledere e offuscare l’immagine di un gruppo imprenditoriale tutto italiano, che grazie alla intuizione del suo fondatore avv. Alfredo Romeo si è posizionato come un  player di primaria importanza, non solo nel panorama italiano ma anche in quello Europeo.

Il Gruppo Romeo nasce negli anni settanta ed è una struttura integrata di competenze, capacità e conoscenze sul mercato della gestione e della valorizzazione degli immobili e della loro utilizzazione intelligente.

Ritornando sul caso affittopoli, si precisa che la Romeo Gestioni aveva un contratto di appalti per “servizi” e non di “concessione”; tale contratto di servizi la legava al Comune di Napoli e si è concluso il 15 Dicembre 2012.

Con la conclusione del contratto di servizi, la Romeo Gestioni, ha consegnato con una regolare, dettagliata relazione, la riconsegna del patrimonio immobiliare alla Amministrazione del Comune di Napoli.

Risulta chiaro ed evidente che a far data 15 Dicembre 2012, eventuali danni o pretese di qualsivoglia natura, vanno imputati e addebitati a chi ha gestito e continua a gestire il patrimonio immobiliare del Comune di Napoli.

E’ con profonda amarezza e con un pizzico di ironia, che l’avv. Alfredo Romeo invia un comunicato redazionale al quotidiano ” il mattino” di Napoli, che viene interamente di seguito riportato:

Circoli e canoni di affitto, le scelte delle amministrazioni e il ruolo della Romeo Spa

                                                                                    di Alfredo Romeo

Egregio direttore,
sono inzuppato e senza ombrello per questo acquazzone di metà luglio. Per la rilevanza data sulla pretesa partecipazione della Romeo Gestioni Spa ad una vicenda, definita “Affittopoli” – con tutto il senso criminalizzante attribuito a questa espressione – alla quale la società, che qui mi sento in dovere di rappresentare, è invece totalmente estranea. E sono costretto allora a rispondere sulla stampa all’invito a dedurre, che la Corte dei Conti tramite stampa mi fa pervenire.Tra il 2013 ed il 2018, secondo l’atto della Corte dei Conti, non sarebbero stati riscossi canoni e/o indennità di occupazione per il godimento delle aree di proprietà comunale destinata a circoli sportivi (Il Circolo Tennis ed il Circolo Posillipo) per circa tre milioni di euro. E che c’entra la Romeo Gestioni SpA con la mancata riscossione di dette (supposte) somme, dal momento che la Romeo Gestioni ha riconsegnato il patrimonio al Comune con una puntuale, analitica e certificata documentazione nel dicembre 2012? E che la gestione del patrimonio immobiliare comunale e le relative riscossioni sono state affidate – e sono state svolte da quel momento – da altri soggetti?
Il problema che ci si sarebbe dovuto porre è diverso: perché la Procura della Corte dei Conti contesta il presunto danno erariale non a chi da 6 anni (dal 2013) lo starebbe provocando, ma alla Romeo Gestioni SpA?Infatti, bastava informarsi un po’ rispetto alla macroscopicità dei dati (al di là di ogni considerazione sulla insussistenza del danno erariale per mancanza di attualità) per scoprire una circostanza elementare: e cioè che i contratti di locazione ad uso sportivo rientrano nella previsione dell’art. 27 della legge 27/07/1978 nr: 392. Pertanto i contratti di locazione del 2007 con il circolo Tennis e con il Circolo Posillipo – la cui riduzione al 10% dell’importo del canone periziato da Romeo Gestioni era stata espressamente disposta con decreto assessoriale – dopo il primo periodo di locazione (rispettivamente di sei e di otto anni) si sarebbero dovuti rinnovare ex lege, quindi, non tacitamente. Con l’effetto che detti contratti, regolarmente disdettati dalla Romeo Gestioni Spa, scadevano in un periodo successivo al 2012 e, quindi ancora, era il nuovo gestore a dover procedere ai contenziosi e alla riscossione di quanto, secondo la Procura, dovuto al Comune di Napoli. Disdette di cui l’Amministrazione era stata posta a conoscenza attraverso le specifiche informative, le relazioni semestrali, e con la stessa riconsegna della gestione a fine 2012; e delle quali in ogni caso qualunque gestore professionale e non improvvisato avrebbe dovuto accorgersi immediatamente. Il contratto con il Tennis scadeva il 31-12-2013 e quello con il Circolo Posillipo ancora dopo, quindi vi era almeno un anno di tempo per svolgere le eventuali attività che invece in circa sei anni non sono mai state svolte.Non si racconta in questa vicenda, poi e invece, delle centinaia di contenziosi e istruttorie (che pure sono agli atti e sono stati tema di decine e decine di articoli scritti negli anni da giornali che oggi sembrano dimenticare una storia ventennale), avviati da Romeo Gestioni per moralizzare la “questione canoni” a Napoli per tutto il patrimonio immobiliare. E sì, anche per i Circoli del Tennis e Posillipo. Non si racconta delle scelte fatte dalle Amministrazioni, a cui Romeo Gestioni – non concessionaria come erroneamente afferma la stessa Corte dei Conti, ma titolare di un appalto di servizio – non aveva titolo per opporsi.Perché, dunque, la Procura Regionale della Corte dei Conti si concentra sulla Romeo Gestioni e non su chi ha materialmente gestito e gestisce da sei anni il patrimonio comunale? Quale è stato l’effettivo ammontare dei canoni e delle indennità di occupazione di tutto il patrimonio immobiliare incassato dal Comune di Napoli dal 2013 ad oggi? Quale è stata la percentuale dell’incassato rispetto al dovuto? Come mai il piano di dismissione del Comune di Napoli non decolla dopo i 108 milioni rogitati da Romeo Gestioni nell’ultimo anno della sua gestione? E anche, se ed in quale misura l’utenza del patrimonio immobiliare comunale non costituisca un bacino di voti gestibile invece che una risorsa economica? Perché tutto questo passa sotto silenzio? Perché ancora una volta è Romeo che fa titolo? Perché?
Piove, governo Romeo!19/07/2019

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