Storie di imprese innovative.






Da dove arrivano le idee da cui nascono le storie delle imprese innovative di successo?

Negli anni 90 nasce l’idea da cui ha avuto origine il marchio italiano Geox. Mario Moretti Polegato, fondatore e presidente di Geox, inventò la rivoluzionaria soluzione di forare la suola di gomma delle sue scarpe, per permettere al piede di respirare durante un’escursione sotto il sole del deserto del Nevada. Perché allora non creare un prodotto capace di conservare le caratteristiche di flessibilità, tenuta e resistenza della suola in gomma garantendo anche la traspirazione e l’impermeabilità?
Ritornato in Italia, Moretti Polegato decide di sviluppare l’idea all’interno di una piccola azienda calzaturiera di proprietà della famiglia, mettendo a punto una nuova tecnologia per le suole in gomma: nasce così la prima “scarpa che respira”, con conseguente e immediata registrazione del brevetto. Moretti Polegato avvia una produzione indipendente di calzature Geox, migliorando e perfezionando il brevetto iniziale fino ad ampliare la gamma dei prodotti dal segmento junior all’universo uomo e donna. Quello che ha fatto la differenza è che di fronte ad un’idea risultata vincente l’impresa non si è fermata. Geox continua ad investire in ricerca e ha sviluppato negli anni soluzioni tecnologiche sempre innovative. Grazie anche a una continua evoluzione nel modello dei suoi prodotti ha rivoluzionato il mercato, ridefinito il concetto di confort e ottenuto performance tali da renderla una tra le migliori storie di successo dell’industria italiana. Geox ha una rete di circa 11.000 punti vendita multi marca ed è presente in 110 paesi. I dipendenti in Italia e nel resto del mondo sono più di 5 mila.

E se nel deserto del Nevada ha avuto inizio la storia di Geox, nelle dune desertiche degli Emirati Arabi, si è realizzato un sogno.

Qui Salcef, una delle principali realtà italiane attive nel mercato nazionale e internazionale specializzato nella progettazione, costruzione e manutenzione di opere infrastrutturali ferroviarie e metropolitane, ha costruito la prima linea ferroviaria nel deserto lunga oltre 400 km. Quel deserto che “emotivamente per gli arabi è l’equivalente del nostro mare”, così lo ha definito l’ex Ambasciatore Armando Sanguini. Con Salcef Group(Salcef Costruzioni Edili e Ferroviarie Spa) quel “mare di sabbia” è stato possibile navigarlo, grazie alla ricerca, allo studio del gruppo di lavoro che ha lavorato su questo ambizioso progetto. Anche la strategia aziendale del gruppo è volta al costante investimento nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Non sarebbe possibile altrimenti poter raccontare una storia che viene da lontano, dal 1948 e che ha a che fare con l’inesauribile voglia di non accontentarsi e di sviluppare competenze e tecnologie all’avanguardia. Oggi la holding conta oltre 1000 dipendenti, ha raggiunto un fatturato di quasi 270 milioni di euro e opera in Paesi europei quali Romania, Polonia, Croazia e Bulgaria, nonché africani e del Middle East quali Egitto, Emirati Arabi e Arabia Saudita. Il Gruppo ha al suo attivo 2.000 km di tracciati costruiti e ha partecipato alla realizzazione di circa 350 km di linee ad Alta Velocità. Il lavoro su ricerca, sviluppo e tecnologia ha fatto dei binari, tra gli oggetti della sua produzione, la più coerente metafora di idea del futuro: una visione industriale dinamica e votata all’innovazione tecnologica, hanno reso Salcef uno dei principali attori del settore ferroviario internazionale.

Ecco perché possiamo dire che Salcef è stata una start up quando la definizione di start up ancora non esisteva.

Nasce invece davvero come una start-up Grom, un’altra eccellenza del “made in Italy”.

Ultimo nato del nostro breve racconto è il marchio Grom, in un settore in forte espansione come l’alimentare di qualità, la catena di gelaterie nate da un’idea di Federico Grom e Guido Martinetti. L’illuminazione in questo caso nasce da un articolo in cui Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, affermava che in Italia nessuno producesse più il gelato “come una volta”. In meno di un anno tra il 2002 e il 2003 e con un investimento iniziale di 32.500 euro per socio, donazioni a fondo perduto dei genitori dei soci e un prestito bancario di 60.000 euro, i due amici aprono la prima gelateria e sono subito un punto di riferimento per tutto il settore. Anche in questo caso la continua ricerca e la sperimentazione si rivelano elementi vincenti. Guido e Federico acquistano un terreno nel Roero e fondano l’azienda agricola biologica Mura Mura. L’obiettivo è quello di ottenere la frutta migliore, a coltivazione biologica, nel rispetto dei tempi della natura e dell’ambiente. Negli anni successivi Grom sbarca a New York e ad oggi è presente in oltre otto paesi: da Hong Kong a Los Angeles, da Dubai a Osaka. Lo scorso anno il lancio del “barattolo” e una nuova scommessa: creare un gelato confezionato utilizzando ingredienti eccellenti e senza aggiungere aromi, coloranti o emulsionanti. Oggi il fatturato conta 23 milioni di euro. Sono gli stessi Guido e Federico a raccontarlo “abbiamo studiato, sperimentato e – ammettiamolo – fatto qualche errore, ma alla fine siamo riusciti”.

La chiave è non fermarsi alle idee vincenti ma continuare a fare ricerca e sperimentazione. E questo vale per tutti i campi. E la storia continua.

Ufficio Stampa di Egomnia