Restauro beni culturali, nuovo regolamento appalti

Restauro beni culturali, in vigore il nuovo regolamento sugli appalti

Sappiamo bene quanto l’intero patrimonio artistico e architettonico italiano rappresenti una ricchezza immensa per il nostro Paese, non solo dal punto di vista culturale ma anche da quello economico. Per questo l’obiettivo prioritario rimane quello di tutelarlo in qualsiasi modo, sia attraverso interventi strutturali come può essere ad esempio un trattamento antitarlo a microonde efficace, sia mediante strumenti normativi finalizzati a una gestione pubblica trasparente e legale, soprattutto nel caso in cui l’opera di ripristino e conservazione venga affidata a soggetti privati.

Ecco che, a tal proposito, è stato emanato lo scorso 11 novembre 2017 il D.lgs 154/2017, ossia il nuovo regolamento del Mibact per gli appalti pubblici dei lavori riguardanti i beni culturali. Il decreto è un provvedimento molto importante per il settore del restauro dei beni culturali, perché disciplina i requisiti di qualificazione dei direttori tecnici e degli esecutori di lavori, i livelli e i contenuti della progettazione, le attività di progettazione e di direzione lavori, i tipi di intervento per i quali è consentita l’esecuzione di lavori di somma urgenza, nonché l’esecuzione e il collaudo dei lavori.

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E strettamente collegato al Titolo II del decreto, ovvero la parte dedicata ai requisiti di qualificazione e in particolare quelli riguardanti gli esecutori dei lavori beni culturali, è l’art. 29 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs 42/2004), il quale, soffermandosi sulla qualifica del restauratore, dispone che gli interventi di manutenzione e di restauro sui beni culturali e architettonici siano eseguiti esclusivamente dai restauratori ai sensi della normativa in materia.

In altri termini, nel processo di valutazione dell’idoneità allo svolgimento dei lavori di restauro, gli uffici preposti alla tutela del patrimonio artistico e architettonico terranno conto dei soggetti esecutori qualificati, secondo quanto previsto dall’art. 29 dello stesso Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Requisiti che rispondono perfettamente al profilo di Michelangelo Randolfi, specialista non solo nel campo della disinfestazione tarli ma anche nel restauro mobili antichi e conservazione delle opere d’arte, e figura professionale specializzata in virtù della sua qualifica di Operatore Tecnico per il restauro di manufatti lignei presso En.A.I.P. Puglia di Barletta e la Specializzazione come Restauratore En.A.I.P. Puglia nel settore dei Beni Culturali.