Dollaro in calo anche di fronte alle prospettive di rialzo dei tassi

Si parla tanto del possibile nuovo rialzo dei tassi da parte della FED, eppure il dollaro scende. I mercati non sembrano affatto considerare l’ipotesi. Al contrario, mentre la BCE fa di tutto per allontanare il rialzo dei tassi, l’euro invece continua a salire. L’apparente controsenso rende ancora più instabile la situazione sul mercato valutario.

Pochi giorni da c’è tenuto il tradizionale simposio di fine estate a Jackson Hole, nel Wyoming. Un appuntamento che ha lasciato gli investitori con la bocca asciutta, perché non sono emerse grosse novità sotto il profilo della politica monetaria per la seconda parte dell’anno. Tatno Mario Draghi (BCE) quanto Janet Yellen (FED) sono rimasti muti come sfingi sul tema di politica monetaria. Tuttavia una cosa si può sottolineare: nel suo discorso a Jackson Hole, la presidente della Federal Reserve ha pronunciato la parola “rischio” 31 volte.

I timori di chi fa trading sul dollaro

dollaro usaDa questo nulla di fatto è scaturita una massiccia corsa degli investitori a vendere dollari, con i segnali forex gratis in tempo reale che hanno puntato tutti sullo short del cross Eur-Usd. si è venduto per prendere profitto (dopo il periodo di forte apprezzamento del dollaro); si è venduto per ricoprire le posizioni di chi era dalla parte sbagliata. L’esito è stato che il dollaro è sceso fino alla soglia di 1.21 contro l’euro. E va aggiunto che anche nei confronti di altre valute ci sono stati dei cali geeralizzati.

Al momento ci sono tanti temi caldi che tengono in ansia gli investitori del greenback. Anche chi fa trading online bonus senza deposito forex preferisce un atteggiamento guardingo. Brutti dati sull’occupazione USA (4.4% di disoccupazione, peggio delle aspettative), il debito pubblico USA ha superato i 19.800 miliardi di dollari, tetto stabilito dal Congresso per controllare l’espansione del debito pubblico. Ma anche l’impatto dell’uragano Harvey sul Texas (Stato che conta per il 9% circa del PIL USA), che ha aggravato il piano di spese per via della ricostruzione e l’emergenza (30-50 o addirittura più di 100 miliardi, in base a diverse stime).

In passato il dollaro si è rivalutato grazie al fatto che i mercati prezzavano con largo anticipo il rialzo dei tassi della FED, cosa che poi è sempre avvenuta. Oggi la forte incertezza geopolitica negli Stati Uniti rende meno sicura la tempistica dei prossimi rialzi dei tassi da parte delle Fed. E questo sui mercati pesa.