Mercati finanziari, ecco il bilancio del primo semestre del 2017

Il primo semestre del 2017 è passato agli archivi sui mercati finanziari, con la borsa indiana che ha fatto la parte del leone, precedendo Hang Seng di Hong Kong, il nostro Ftse Mib, Eurostoxx 50, Nikkei giapponese. Male invece petrolio, Bovespa brasiliano, cambio Usd/Eur, franco svizzero e anche l’indice di Borsa della Russia. Questo è il resoconto del semestre, che comunque ha dato tanti spunti di riflessione. La classifica l’ha stilata il quotidiano online LombardReport.com, che ha evidenziato l’importanza come driver dei mercati soprattutto del petrolio e dei fattori politici.

Il secondo semestre dei mercati finanziari

mercati finanziariAdesso però bisogna capire cosa succederà nel secondo semestre sui mercati finanziari. Secondo i grandi gestori dell’asset management bisogna tenere gli occhi aperti sull’azionario globale worldwide, quello europeo e anche sul comparto obbligazionario high yield Usa. Qui non parliamo di quanto si può guadagnare con le opzioni binarie, parliamo di asset a tutto tondo.
C’è poi un fattore di rischio che viene evidenziato: la troppa liquidità detenuta nei portafogli medi degli italiani. Secondo il Global Investor Pulse l’investitore italiano è il meno reattivo sul fronte del ridurre la liquidità, visto che il 76% degli intervistati dichiara di non voler valutare alternative alla sua attuale scelta. Poi ci sono le variabili e le incognite.

Riguardo invece all’asset più scambiato sui mercati finanziari, ovvero il rapporto euro-dollaro, si vive un periodo di netta contrapposizione (per curiosità andate a vedere le previsioni cambio euro dollaro 2017). Si scontrano infatti due cicli economico asincroni. Questo chiaramente ha delle ripercussioni anche sulle valute. Un aspetto che osservare con molta attenzione sono le mosse delle Banche Centrali, che potrebbero agire di qui a breve sui tassi di interesse. Gli USA, che insieme alla BCE hanno pompato nel sistema 8.000 miliardi di risorse monetarie, hanno già annunciato che stanno per ridurre il loro bilancio. Cominceranno presto i primi drenaggi e questo spingerà irrimediabilmente i tassi. Non ci sono idee chiare sulla direzionalità che potrebbe assumere il cambio Euro/Usd, ma è chiaro che una svalutazione del dollaro rimane ancora la dinamica più probabile. Ma se dovesse proseguire a lungo inguaierebbe seriamente gli Usa.