Posizionamento sui motori di ricerca: la link building a grattacielolo

posizionmento-sui-motori-di-ricercaUno dei mantra che permea il mondo del digital marketing riguarda l’assoluta importanza del contenuto: “il contenuto è tutto” si continua a ripetere. Il contenuto è sicuramente importante, fondamentale è la sua qualità, ma non è sufficiente a garantire, da solo, un buon posizionamento sui motori di ricerca. La famosa content strategy è, appunto, una strategia e comprende non solo la realizzazione del contenuto, ma anche, e soprattutto, la sua pubblicazione e distribuzione, secondo tecniche specifiche che permettano di attirare lettori, coinvolgere influencer e guadagnare backlink.

Una di queste tecniche viene chiamata Skyscraper (grattacielo), dal nome assegnatole dal SEO specialist Brian Dean di Backlinko. Vediamo in cosa consiste, come funziona e se funziona!

 

Come la link building a grattacielo influenza il posizionamento sui motori di ricerca

Partiamo dalla base: cos’è la link building a grattacielo. È una tecnica di per sé molto semplice, che può essere divisa in tre differenti step:

  1. Trovare un contenuto rilevante con numerosi backlink
  2. Renderlo migliore
  3. Far giungere il nuovo contenuto alle giuste persone

Sembra tutto molto semplice e di fatto lo è se vengono seguite le linee guida corrette e se si pone sempre l’enfasi sulla qualità. Il fattore da valutare è l’effettiva efficacia della tecnica e la sua influenza sul posizionamento sui motori di ricerca.

1. Trovare un contenuto rilevante

Questo è probabilmente il momento cruciale, il più delicato, perché consiste nel trovare un contenuto unico e di valore, che possa essere utile e di aiuto agli utenti. Qualcosa, insomma, che le persone linkerebbero in maniera genuina. Brian Dean definisce questi contenuti “risorse linkabili”.

Per fare un esempio pratico, basta andare su Google e fare una ricerca basata sulle parole chiave che ci interessano e, dai risultati, estrapolare quello che compare in cima alla SERP. Abbiamo il materiale. Vediamo ora come utilizzarlo.

2. Rendere il contenuto migliore

La risorsa che abbiamo acquisito deve diventare un potente strumento di attrazione e di coinvolgimento: possiamo già contare sul fatto che l’argomento è rilevante, visto il suo posizionamento sui motori di ricerca. Per renderlo migliore si va ad agire su tre differenti aree: la lunghezza, la rilevanza e i dettagli.

Non c’è bisogno di creare qualcosa di innovativo o originale, ma semplicemente cercare di rendere ancora più appetibile ciò che già piace.

Quindi si tratta di ampliare il contenuto con maggiori informazioni, più approfondite, magari aggiungendo anche dettagli aggiornati. Ad esempio, se si prende un articolo che elenca le 7 migliori strategie SEO del 2016, si aggiunge del contenuto per fare in modo che venga fuori un testo con le 10 migliori strategie SEO. Ovviamente è scontato che il testo vada rielaborato e non copiato e bisogna accertarsi che le informazioni siano le più recenti possibili, quindi è consigliato consultare più fonti autorevoli prima di scrivere.

Poi si possono inserire più paragrafi, elenchi puntati, ancoraggi interni, particolarmente graditi sia agli utenti che a Google. Una volta ottimizzata tutta la parte relativa al contenuto, va affrontato il discorso del sito: il nuovo articolo dovrebbe infatti essere pubblicato su un sito web dotato di grafica di alta qualità e al tempo stesso snello, veloce e user-friendly. Il design è fondamentale, perché l’impatto estetico rappresenta il primo metro di giudizio e ha il compito di trattenere l’utente, visto che il ritorno immediato alla pagina dei risultati, tramite il tasto “Indietro”, viene considerato dal motore di ricerca come una bocciatura del sito da parte dell’utente, risultando così penalizzante per la SEO.

3. Far giungere il contenuto alle giuste persone&lt

Dopo aver identificato la risorsa linkabile e ad aver inserito le dovute implementazioni, si passa alla terza ed ultima fase della tecnica di link building a grattacielo. Utilizzando un tool di reportistica SEO, come ad esempio Majestic, è possibile individuare e raggruppare i backlink e quindi trovare una lista di siti web che linkano al contenuto rilevante (cioè quello che è stato selezionato e migliorato). Attraverso un processo di analisi vengono scartati quelli considerati non idonei e, infine, si conclude inviando un’e-mail ai contatti rimanenti.

I risultati? Diciamo che una percentuale superiore al 20% per la risposta e al 10% per l’inserimento link può essere considerata soddisfacente: di fatto la tecnica di link building a grattacielo divide ancora gli addetti ai lavori, per via dei suoi risultati altalenanti. Per avere una visione più accurata del fenomeno, tuttavia, i case study da considerare dovrebbero essere solo quelli in cui i tre step elencati sopra siano statposizionmento-sui-motori-di-ricercai eseguiti alla lettera. Non ha senso, altrimenti, parlare di fallimento della skyscraper quando il contenuto non è stato ottimizzato a dovere oppure non si è conclusa un’analisi approfondita dei backlink.

Il modo migliore per scoprire se si tratta di uno strumento per potenziare il posizionamento sui motori di ricerca è provare: in caso positivo si ottengono link e traffico di qualità, nella peggiore delle ipotesi si ha a disposizione un contenuto di valore e sono stati stabiliti contatti con numerosi influencer.