Lavorare in Italia: quali sono i pro e i contro?

Nel nostro attuale periodo storico, il lavoro risulta essere uno dei principali problemi che assillano i giovani. Restare a lavorare in Italia o andare all’estero è divenuto un pesante dilemma. Tale scelta presenta vantaggi e svantaggi non indifferenti. Proviamo ad analizzare ciascuno di questi, per cercare di fare una scelta mirata e consapevole. Oggi sono tanti gli incentivi messi in campo dalle istituzioni per lavorare o ritornare a lavorare nel nostro Paese: dal progetto “Garanzia Giovani” alle facilitazioni per aprire una partita IVA semplice o una delle partite IVA comunitarie. A tutto ciò poi si aggiungono le agevolazioni fiscali per le aziende che occupano giovani o lavoratori con particolari problematiche. Tuttavia, complessivamente, quali sono i vantaggi e gli svantaggi del restare sul nostro territorio anziché espatriare ed effettuare un’esperienza lavorativa al di fuori di essi?

Vantaggi e svantaggi

– Clima e cucina: questi sono elementi fondamentali che incidono nelle scelte di alcune persone. Il nostro Paese riesce ad offrire un clima piacevole per la maggior parte dell’anno, mentre in altri Paesi (in particolare in quelli Scandinavi o del Nord Europa) ci si dovrebbe abituare a situazioni metereologiche nettamente differenti. Le condizioni di tempo e di luce, soprattutto, potrebbero incidere sull’umore e di conseguenza sulle prestazioni lavorative. Discorso simile per la cucina, a cui ci si dovrebbe adattare.  

– Affetti: uno dei fattori principali nella scelta di rimanere in Italia. Aver vicini la propria famiglia, gli amici o il partner favorisce una certa serenità o comunque aiuta maggiormente a superare i momenti difficili nella vita di ciascuno. La lontananza fisica, sia pur attutita dalle moderne tecnologie dei social network, ci fa perdere tuttavia i legami stretti e la bellezza del contatto umano, incidendo anche sull’aspetto lavorativo.

– Costruire il proprio Paese: questo elemento rappresenta un forte incentivo a restare, nonostante tutto, nel nostro territorio. Infatti, tanti preferiscono dare il proprio contributo alla crescita ed allo sviluppo dell’Italia, per cercare di migliorarla e riuscire ad offrire alle future generazioni un Paese migliore di quello che si è trovato.

Altrettanto importanti e considerevoli sono anche gli svantaggi:

– Cultura: nonostante quella italiana sia universalmente apprezzata, avere un’esperienza lavorativa all’estero aiuta ad incontrare, conoscere ed apprezzare altre culture e persone di altrettanto valore. Questo permette di aprirsi al mondo e sentirsi partecipi e attivi per le sorti di questo. Il contatto con gli “stranieri” favorisce inoltre lo scambio di idee (lavorative e non) e aiuta anche a conoscere e soprattutto conoscerci meglio.

– Meritocrazia: questa rappresenta la nota dolente del nostro Paese, vero e proprio limite allo sviluppo e alla competitività. Mentre all’estero si lavora in base alle proprie competenze e capacità, in Italia sovente si nota che a tali fattori non vengono dati il giusto valore in ambito lavorativo e professionale. E tutto ciò rappresenta un incentivo notevole a scappar via dal Paese.

– Crescita umana e professionale: il restare a lavorare in Italia non permette di conoscere ambienti, realtà aziendali e persone diverse dalla nostra cultura, che favoriscono invece il confronto di idee e metodi, lo sviluppo umano e professionale, elementi fondamentali per il lavoro e la competenza di una persona.