Approda alla collettiva della Milano Art Gallery l'artista Lorenzo Rappelli, dove ci sarà anche la straordinaria presenza di Giorgio Forattini

Approda alla collettiva della Milano Art Gallery l’artista Lorenzo Rappelli, dove ci sarà anche la straordinaria presenza di Giorgio Forattini

“International Art Expo” è la prestigiosa mostra collettiva organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes all’interno dello storico spazio espositivo milanese “Milano Art Gallery” in Via Alessi 11, che si terrà dal 24 Gennaio al 13 Febbraio 2015 convogliando un eterogeneo circuito di artisti di livello internazionale. Il raffinato vernissage d’inaugurazione è fissato in data Sabato 24 Gennaio alle ore 18.00 con una presenza di grande calibro come il Maestro Giorgio Forattini. Lo scultore Lorenzo Rappelli è stato selezionato per l’importante evento espositivo.

 

Su di lui spiega “Amo gli animali, la natura, l’arte di Botero. Sono un interprete della natura e dei suoi accessori. Realizzo sculture in terracotta analizzando e interpretando i dettagli di tronchi d’albero come ulivi, castagni, betulle e viti”. Nativo di Massa in Toscana ha vissuto per otto anni isolato nel verde di Monte Libero, sulle fertili colline di Candia, dove in epoca romana si trovava il tempo dedicato a Liber, la divinità italica protettrice della vite. Rappelli oggi è rimasto l’ultimo abitante di quei luoghi sacri dai quali ha avuto origine l’arcaica comunità di Massa.

 

Nel descrivere il filo conduttore portante della sua arte scultorea è stato commentato “Dall’incontro con l’ambiente naturale si è creata una magica coesione sinergica, che l’ha spinto a reinterpretare i tronchi degli alberi, le cortecce, i rami sono stati da lui studiati e riprodotti in terracotta con tecnica sublime, fin nelle loro intime essenze. Infonde in quei tessuti la sua ‘clorofilla’ artistica. Plasma dal vero, cercando ispirazione sui monti, poi in riva al mare, facendo nascere da subito dei perfetti modelli, delle riproduzioni talmente reali da far passare a quelle esposte nei musei naturalistici dell’Ottocento. Il dettaglio nelle opere sbalordisce anche quando mostra il male, il dolore della pianta giunta alla fine del suo ciclo, ma mai oltraggiata dalla cesoia elettrica dell’uomo. Quei legni sembrano vivi, perché è viva in loro la materia prima, eccelsa per natura”.